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Home Agrofarmaci - Difesa Fagiolo, quando i batteri infettano i semi
  • Agrofarmaci - Difesa

Fagiolo, quando i batteri infettano i semi

Di Arturo Caponero - 9 Settembre 2015
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    Spesso è alla raccolta che si evidenziano i danni maggiori delle batteriosi del fagiolo, quelli che colpiscono direttamente i frutti e la granella, ma in questa fase si potrà fare ben poco se non prendere opportuni provvedimenti per il prossimo anno. Le malattie batteriche che interessano principalmente il fagiolo sono due: la maculatura alonata (indotta da Pseudomonas syringae pv. phaseolicola) e la maculatura comune (indotta da Xanthomonas campestris pv. phaseoli). Entrambe sono ampiamente diffuse nelle aree di coltivazione del fagiolo ed il loro controllo è basato su misure piuttosto simili. Esistono tuttavia delle differenze epidemiologiche e, soprattutto, legislative tre le due batteriosi che è bene conoscere. Lo X.c. pv. phaseoli, è un patogeno da quarantena per il quale sono previste misure di lotta obbligatoria, al contrario dello P.s. pv. phaseolicola.

     

    I sintomi

    Sintomi tipici della maculatura alonata del fagiolo dovuta a P.s. pv. phaseoli sono, sulle foglie piccole macchie angolari dapprima idropiche successivamente necrotiche circondate da un alone clorotico, sui baccelli aree rotondeggianti idropiche simili a macchie d’unto che successivamente necrotizzano, sui semi l’eventuale comparsa di aree decolorate evidenti soprattutto su quelli bianchi.

    I sintomi indotti da P.s. pv. phaseolicola si differenziano da quelli dovuti a X.c. pv. phaseoli per la presenza, nel primo caso, di un vistoso alone clorotico intorno a piccole aree dapprima idropiche e successivamente necrotiche sulle foglie e sui baccelli.

    X.c. pv. phaseoli induce sulle foglie ampie lesioni necrotiche contornate da un sottile bordo giallo che procedono in genere dal margine del lembo fogliare verso la nervatura centrale determinando la deformazione della foglia. Sui baccelli le macchie rotondeggianti sono più piccole di quelle dovute a P.s. pv. phaseoli, infossate e con un contorno rosso-mattone. X.c. pv. phaseoli può invadere sistemicamente la pianta spostandosi lungo i vasi e infettare “dall’interno” il seme, al contrario di P.s. pv. phaseoli che è solo in grado di contaminarlo.

    Entrambi i batteri possono indurre sui tegumenti dei semi aree giallastre, raggrinzimenti e deformazioni, più evidenti sulle varietà a seme bianco.

     

    L’inoculo

    Questi batteri possono sopravvivere sui residui colturali infetti, come epifiti su piante non ospiti o conservarsi sui semi infetti o contaminati (anche asintomatici). L’inoculo può spostarsi dai centri di infezione primari mediante le piogge o l’acqua di irrigazione per tutto il ciclo vegetativo della pianta. Anche la contaminazione dei vestiti degli operatori che si muovono nei campi può essere una via di diffusione dell’infezione da non sottovalutare. Lo sviluppo delle due malattie batteriche è favorito da alta umidità relativa e da temperatura non elevate.

     

    Fagiolo, quando i batteri infettano i semi - Ultima modifica: 2015-09-09T09:00:24+02:00 da Sandra Osti
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