Frutech Catania, il punto degli operatori dopo la seconda edizione

Avvio della seconda edizione del Frutech presso Sicilia Fiera a Catania (foto C. Oliveri)
Più visitatori qualificati, maggiore presenza di buyer e un confronto più strutturato rispetto alla prima edizione. Dalle voci di aziende, tecnici, organizzazioni e mondo universitario emerge il bilancio della seconda edizione di Frutech Catania: segnali di crescita, ma anche criticità organizzative e nodi strategici ancora da sciogliere per consolidare il ruolo della manifestazione nel panorama fieristico del Sud Italia

Più movimento, più presenza di buyer e un clima complessivamente più dinamico rispetto all’edizione precedente. È questa la fotografia che emerge dal confronto con aziende, tecnici e rappresentanti del mondo agricolo che hanno preso parte alla seconda edizione della fiera Frutech svoltasi a Catania presso Sicilia Fiera a fine novembre scorso.
I segnali di crescita sono evidenti, ma altrettanto chiari sono i margini di miglioramento.

Il punto di vista dei sementieri...

A sottolineare l’evoluzione positiva dell’evento sono Paolo Ristuccia, amministratore delegato di Raggio Verde e consigliere della sezione vivai di Assosementi e Alberto Lipparini, direttore di Assosementi, secondo cui la fiera rappresenta «un’opportunità da non perdere, soprattutto per i produttori più piccoli». Tuttavia, evidenziano come un maggiore coinvolgimento delle associazioni di categoria nell’organizzazione potrebbe amplificare i risultati: «Servirebbe un comitato tecnico non solo scientifico, ma anche imprenditoriale. Un input che parta dal basso permetterebbe di attivare nuovi contatti e aumentare ulteriormente il coinvolgimento e l’indotto».

Certamente si è mostrato clima più vivace e una maggiore presenza di operatori qualificati. Tra gli aspetti da migliorare, entrambi segnalano la necessità di sale convegni meglio insonorizzate e una gestione più attenta dei flussi tra esposizione e convegnistica, per rendere l’esperienza più funzionale anche ai tecnici.

...e dei produttori

Più critico, pur riconoscendo la bontà dell’iniziativa, Salvo Arfò Guarrasi, agronomo di Pachino (Sr): «La fiera è valida, ma risponde ancora poco ai bisogni dei piccoli produttori. Per la prossima edizione sarebbe opportuno pensare anche a questa fascia di fruitori, che rappresenta una parte importante del tessuto agricolo».

La fiera come luogo di incontro e relazione

Alla sua prima partecipazione, Vincent Lefevbre Du Prey di Itaka Crop Solution esprime invece soddisfazione: «La fiera è innanzitutto un luogo di incontro, e questo è sempre un valore. Muove meccanismi, ci restituisce un’indicazione reale del nostro rapporto con il mercato e ci permette di misurare il ritorno del lavoro svolto». Apprezzati gli spazi espositivi, considerati adeguati e a misura d’operatore, mentre resta la criticità della sovrapposizione degli orari dei convegni e del rumore in alcune sale, che ne limita la fruizione.

Apprezzati gli spazi espositivi, considerati adeguati e a misura d’operatore (foto M. Martorana)

Esperienze positive dal mondo delle Op

Soddisfazione piena da parte di Giovanni Albani dell’Op Albani, che parla di una fiera più frequentata e viva fino all’ultimo giorno: «Abbiamo incontrato nuovi clienti, buyer e importatori, anche esteri. Si sono create nuove sinergie». L’organizzazione quest’anno è presente come Aop Terre Sorelle, nata dalla collaborazione con Op Agrologica Bio e OP Opas: «L’unione ci consente di offrire un paniere più ampio e dare maggiore valore ai clienti, continua Albani». I numeri parlano chiaro: circa 1.000 ettari per circa 80 milioni di euro di fatturato e l’obiettivo, nel medio-lungo periodo, di crescere ulteriormente attraverso l’ingresso di nuove cooperative, per diventare un riferimento nazionale.

Lo stand di Aop Terre Sorelle nata dall’accordo tra 3 grandi Op siciliane: Op Albani, Op Agrologica Bio e OP Opas (foto M. Martorana)

Il ruolo dei mercati all’ingrosso e del networking

Risultati soddisfacenti anche per il Maas (Mercati Agro Alimentari Sicilia). «Dopo il semplice patrocinio dell’edizione precedente», spiegano Carmela Pagana e Irene Pulvirenti, responsabili della progettazione e gestione delle iniziative fieristiche del Maas. «Abbiamo scelto di presidiare la fiera con un nostro stand, trasformando la presenza del Maas in un vero luogo di relazione e networking. Abbiamo coinvolto gli operatori del mercato ortofrutticolo, offrendo loro l’opportunità di dialogare con buyer nazionali e internazionali e di valorizzare il proprio posizionamento in un contesto altamente specializzato. Molti interlocutori stranieri hanno visitato il nostro spazio chiedendo informazioni precise sulle aziende presenti nel nostro mercato, dimostrando un interesse crescente verso il sistema produttivo che rappresentiamo. Accanto a noi hanno partecipato anche alcuni mercati della rete ItalMercati (Parma, Napoli, Verona) a testimonianza di una filiera che, quando fa squadra, diventa un acceleratore di innovazione e apertura verso nuovi scenari commerciali».

Il punto di vista delle organizzazioni agricole

Andrea Passanisi, presidente Coldiretti Catania, sottolinea il valore strategico dell’iniziativa: «Siamo alla seconda edizione e auguro continuità a chi ha creduto nel polo fieristico. L’agricoltura è storia e tradizione, ma anche innovazione». Coldiretti, con la sua presenza attiva, ha animato le tre giornate, offrendo non solo degustazioni, ma anche contenuti progettuali come l’accordo Fdai–Lidl, che porta le eccellenze del territorio sugli scaffali della gdo nazionale. «Questa fiera è l’unico polo del Sud Italia per il settore: dipende da noi, dagli attori delle filiere, farla crescere. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, perché il valore ricade su tutto il Sud Italia, non solo sulla Sicilia».

Dialogo tra imprese e università

Un elemento distintivo di questa edizione è stato il maggiore dialogo tra imprese e mondo universitario, sottolinea Cinzia Oliveri, agronoma: «È stato importante creare momenti di incontro tra aziende e studenti. Questo approccio avvicina la formazione al lavoro e offre ai ragazzi una visione concreta delle prospettive future». In rappresentanza del Consorzio Euroagrumi OP, Oliveri ha evidenziato le potenzialità delle produzioni agrumicole del territorio, in particolare delle arance pigmentate, e le opportunità operative che il settore può ancora esprimere.

Anche Luigi Cutore, agronomo catanese, conferma un netto miglioramento: «La fiera è più mirata, più frequentata e con espositori più coerenti con il tema. L’università ha trovato il giusto incastro con il mondo del lavoro».

Di grande rilievo l’evento dedicato all’incontro tra studenti e imprese (foto C. Oliveri)

Una manifestazione che guarda al futuro

Giudizio positivo anche da Alessandra Gentile, presidente del Comitato tecnico scientifico e ordinario di arboricoltura generale e coltivazioni arboree presso il Di3A dell’Università di Catania che evidenzia una crescita su più fronti: «Quest’anno è andata meglio sotto diversi aspetti: più aziende, più espositori e una maggiore integrazione tra convegnistica tecnica, scientifica e mondo delle imprese. Di particolare rilievo, il momento inaugurale, caratterizzato da una forte interazione con il presidente e il direttore di Macfrut. È emersa una visione condivisa di fiere che, pur svolgendosi in luoghi e tempi diversi, possono dialogare in modo complementare, offrendo spazio e visibilità a realtà imprenditoriali differenti. Un approccio che rafforza il ruolo delle manifestazioni fieristiche come luoghi di incontro strategico tra imprese, filiere e mercato. Inoltre, di grande spessore anche gli eventi di apertura e chiusura: il primo dedicato al mercato, «perché con il mercato bisogna sempre fare i conti», e l’ultimo incentrato sulla formazione e sul matching tra giovani laureati e imprese, «un passaggio che deve essere realmente efficace».

Una fiera, dunque, che cresce, si struttura e si interroga sul proprio futuro, con la consapevolezza che il vero salto di qualità passerà dall’ascolto delle imprese, dall’inclusione dei piccoli produttori e da una sempre più forte integrazione tra ricerca, mercato e territorio.

Frutech Catania, il punto degli operatori dopo la seconda edizione - Ultima modifica: 2026-01-19T06:58:51+01:00 da Alessandro Piscopiello

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