DAL NUMERO 4|MAGGIO 2026

Innesto orticolo, la sfida ora è la qualità

Innesto su melone (Vivai Bacchetto)
Accanto ai vantaggi agronomici emergono criticità legate alla qualità dei frutti, dalla riduzione degli zuccheri alle alterazioni organolettiche. La ricerca punta ora a comprendere i meccanismi fisiologici e molecolari che regolano l’interazione tra nesto e portinnesto

L’innesto è una tecnica di propagazione che prevede la fusione di due vegetali, dei quali uno fornisce l’apparato radicale (portinnesto) e l’altro la parte epigea (nesto). A partire dagli anni ’90, l’impiego di piante ortive innestate si è progressivamente diffuso in Italia, soprattutto in risposta alle difficoltà nel controllo delle avversità biotiche del terreno, aggravate dalla progressiva eliminazione dei fumiganti chimici e dalle nuove normative sull’impiego dei fitofarmaci.

In questo contesto, l’innesto rappresenta una strategia agronomica sostenibile, capace di migliorare la sostenibilità ambientale delle produzioni orticole e di sfruttare rapidamente le resistenze genetiche nei confronti di parassiti e patogeni, sia tradizionali sia emergenti.

Sebbene non esistano statistiche ufficiali, è possibile affermare che in Italia l’innesto in orticoltura sia particolarmente diffuso nelle regioni del centrosud, Sicilia in primis. Le specie maggiormente interessate sono anguria, pomodoro, melone e melanzana, mentre l’impiego su cetriolo e peperone risulta ancora limitato.

Rosario Mauro, professore all'Università di Catania

Una risposta sostenibile agli stress biotici e abiotici

Oltre alla resistenza alle avversità biotiche, numerose ricerche hanno evidenziato come l’innesto possa incrementare la tolleranza delle colture a temperature non ottimali, salinità, stress idrico, squilibri nutrizionali, alcalinità del suolo, presenza di inquinanti o ristagni idrici.

Nonostante i vantaggi, l’impiego di piante innestate ha tuttavia alcune criticità, legate non solo al maggiore costo delle plantule, ma anche agli effetti sulle caratteristiche qualitative dei frutti.

Le criticità qualitative nelle produzioni innestate

Nell’anguria e nel melone, per esempio, portinnesti interspecifici di zucca hanno talvolta determinato un eccessivo incremento di pezzatura dei frutti, alterazioni morfologiche e un generale peggioramento delle caratteristiche organolettiche, con comparsa di un retrogusto di zucca.

Nel pomodoro cherry, soprattutto con portinnesti particolarmente vigorosi, l’innesto ha spesso indotto un aumento della dimensione dei frutti, accompagnato da una riduzione del contenuto di zuccheri, vitamina C e, in alcuni casi, licopene.

Nella melanzana, invece, sono stati a volte osservati peggioramenti della colorazione del frutto.

Il gap conoscitivo tra fisiologia e qualità del frutto

Sebbene questi effetti siano molto descritti in letteratura, mancano ancora solide interpretazioni fisiologiche e molecolari in grado di prevederne la manifestazione e di orientare, di conseguenza, i programmi di breeding per nuovi portinnesti, nonché la gestione agronomica delle specifiche combinazioni nesto-portinnesto.

Questo gap conoscitivo rafforza l’evidenza che il miglioramento genetico dei portinnesti si sia storicamente concentrato soprattutto sulla gestione degli stress biotici e abiotici e sull’incremento della produttività, relegando in secondo piano gli effetti dell’innesto sulla qualità delle produzioni orticole.

Tale aspetto assume oggi un’importanza strategica, considerando che la qualità merceologica, organolettica e nutrizionale è sempre più uno dei principali fattori alla base anche della competitività economica delle filiere orticole italiane.

Approfondire i segnali molecolari tra nesto e portinnesto

In quest’ottica, approfondire le conoscenze relative ai segnali molecolari coinvolti nella comunicazione tra nesto e portinnesto, così come alle modificazioni funzionali indotte nelle piante bimembri, potrebbe consentire in futuro l’identificazione di marcatori utili alla selezione di combinazioni d’innesto capaci di coniugare elevate produzioni e qualità superiore.

Innesto orticolo, la sfida ora è la qualità - Ultima modifica: 2026-05-20T10:02:15+02:00 da Alessandro Piscopiello

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome