Gelate e prezzi crollati, in Puglia centinaia di ettari di carciofo distrutti

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Nelle principali aree orticole pugliesi le temperature crollate sotto 0 °C hanno compromesso ampie superfici coltivate a carciofo, danneggiandole in parte irreparabilmente e in parte parzialmente
Danneggiate gravemente le coltivazioni nelle province di Foggia, Barletta-Andria-Trani e Brindisi. E intanto i prezzi al produttore sono crollati a pochi centesimi a capolino

Gelate ripetute stanno danneggiando gravemente le coltivazioni di carciofo in Puglia. Alla fine del 2025 e nelle prime due settimane di gennaio il gelo si è abbattuto sui carciofi e sulle colture orticole del periodo, come finocchi, broccoli, cicorie, cime di rapa, bietole da costa e altre. Danni seri sono evidenti soprattutto in due importanti aree orticole:

  • a nord e a sud di Foggia, da Apricena a Cerignola, Ordona e Orta Nova per proseguire fino a Trinitapoli e altri centri agricoli della provincia di Barletta-Andria-Trani,
  • e a ovest e a sud di Brindisi, da Ostuni a Carovigno fino a San Vito dei Normanni e da Mesagne a Francavilla Fontana.

La coltura più compromessa appare il carciofo, che peraltro proprio in questo periodo sta subendo una notevole riduzione dei prezzi al produttore.

Le gelate mattutine fanno strage di carciofi

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Il pezzo di ghiaccio mostrato da Vincenzo Ciccolella è la prova eloquente delle temperature crollate sotto 0 °C. Sullo sfondo veduta parziale delle coltivazioni di carciofo compromesse dalle gelate
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Le gelate mattutine hanno letteralmente lessato le piante di carciofo, facendo collassare i capolini. Questi, macchiati e anneriti all’interno, non sono più utilizzabili né per il consumo fresco né per l’industria

 

Testimone dei gravi danni alle colture orticole nel Foggiano è Vincenzo Ciccolella, titolare dell’azienda Agri Castello di Trinitapoli, che comprende 100 ettari, di cui 25 coltivati a carciofo e 15 a finocchio.

«Nell’areale orticolo foggiano le temperature crollate sotto 0 °C hanno compromesso circa 1500 ettari coltivati a carciofo, danneggiandoli in parte irreparabilmente e in parte parzialmente. Le gelate mattutine, ripetutesi per più giorni, anche di seguito, hanno letteralmente lessato le piante di carciofo, facendo collassare i capolini. Questi, macchiati e anneriti all’interno, non sono più utilizzabili né per il consumo fresco né per l’industria. Peraltro anche quelli che potevano essere in qualche modo salvati, destinandoli alle industrie di trasformazione, sono in grandissima parte rimasti in campo, perché le industrie, che lavorano i carciofi soprattutto in primavera, adesso non sono logisticamente attrezzate e non dispongono della manodopera necessaria per assorbire grosse quantità di carciofi».

Alle gelate si aggiungono i prezzi bassi ai produttori

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Carciofi non raccolti in provincia di Brindisi

Le gelate di fine 2025 e inizio 2026 hanno aggravato, per i produttori di carciofo, una situazione commerciale resa critica nelle ultime settimane dalla caduta dei prezzi a essi pagati dai commercianti.

«A Brindisi il prezzo dei carciofi è diventato una beffa che strangola il lavoro nei campi, con il “primo fiore” pagato agli agricoltori tra i 12 e i 20 centesimi a capolino, mentre sugli scaffali della grande distribuzione lo stesso carciofo arriva a costare fino a 90 centesimi a capolino», rileva Coldiretti Puglia. «Già a dicembre, con il crollo delle richieste, il mercato ha smesso di assorbire il prodotto fresco e i carciofi hanno preso la strada dell’industria. Lo “spezzato” viene pagato 5-6 centesimi a capolino, un prezzo che non copre neppure i costi di raccolta e di trasporto e trasforma una produzione di eccellenza in una perdita secca per le aziende agricole. La Puglia produce complessivamente 1.245.400 quintali di carciofi, in gran parte nelle province di Brindisi e Foggia. Sono territori altamente specializzati nella coltivazione di carciofi di qualità, ma la produzione pugliese è messa fuori mercato dalle importazioni a prezzi più convenienti di carciofi provenienti dai paesi del Nordafrica, che deprezzano il prodotto pugliese!».

Distese ricolme di carciofi non raccolti

Distese ricolme di carciofi non raccolti, è quanto sta succedendo in provincia di Brindisi a causa del crollo del prezzo al produttore, commenta Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani e presidente regionale di Cia Puglia.

«A dicembre 2024 alle aziende agricole venivano riconosciuti 80 centesimi a capolino, oggi soltanto la miseria di 10 centesimi. In pratica raccoglierli diventa antieconomico, rendendo più conveniente lasciarli sul campo a marcire. La questione, però, riguarda anche altri ortaggi che hanno gli stessi problemi di commercializzazione, soprattutto cavolfiore, cicoria, broccoli, con le produzioni locali, tutte di eccellente qualità, sono spesso sostituite e soppiantate dall’importazione dall’estero.

Gelate e prezzi crollati, in Puglia centinaia di ettari di carciofo distrutti - Ultima modifica: 2026-01-19T11:35:37+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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