Arriva una buona notizia per gli agricoltori impegnati nella campagna del basilico, nello specifico nella difesa contro la peronospora: il ministero della salute ha concesso un'autorizzazione d'emergenza valida dal 5 giugno al 2 ottobre 2026 per l'impiego in Italia di un biofungicida contro, appunto, la peronospora del basilico (Peronospora belbahrii). Si tratta di Axpera, prodotto basato sull'utlizzo brevettato di amebe (Willaertia magna C2c Maky) sviluppato dalla greentech francese Amoéba e distribuito in Italia da Koppert con il nome di KC2404-Basilico.
L'autorizzazione risponde a una richiesta esplicita delle associazioni di produttori italiani, ed è inserita in una strategia più ampia di sviluppo europeo delle soluzioni di biocontrollo contro le malattie fungine. La procedura ordinaria di registrazione del prodotto in Italia è ancora in corso; l'autorizzazione emergenziale per pieno campo, serra e tunnel consente nel frattempo di mettere a disposizione della filiera uno strumento aggiuntivo in una stagione ad alto rischio fitosanitario.
Una malattia con margini di tolleranza quasi nulli
La peronospora del basilico è tra le patologie crittogamiche più aggressive nel comparto delle erbe aromatiche da reddito. Nelle condizioni ambientali favorevoli – alta umidità, temperature miti, scarsa ventilazione – il patogeno Peronospora belbahrii può compromettere dal 70 all'80% della produzione.
Ciò che rende la gestione particolarmente critica non è solo la velocità di diffusione, ma la tolleranza commerciale ai sintomi, che per il basilico fresco è praticamente nulla. Un prodotto con anche minime alterazioni fogliari non è infatti commercializzabile, il che espone i produttori a perdite economiche immediate e difficilmente recuperabili nel corso della stagione.
A questo si aggiungono due fattori strutturali che rendono la situazione italiana particolarmente delicata: la sensibilità varietale del basilico genovese, dominante sul mercato nazionale, e le condizioni climatiche delle principali aree produttive.
Il nodo delle molecole disponibili
Negli ultimi anni la pressione della peronospora si è intensificata in Italia in un contesto normativo che va nella direzione opposta rispetto alle esigenze dei produttori: il numero di sostanze attive autorizzate per la coltura è in progressiva diminuzione, lasciando operatori e tecnici con un arsenale fitosanitario sempre più limitato. La situazione è particolarmente critica per i produttori biologici (il bio rappresenta il 30% dei volumi del mercato mondiale del basilico).
È in questo contesto che si inserisce la richiesta di autorizzazione emergenziale, sostenuta dalle associazioni di categoria italiane come risposta concreta a un'esigenza di campo non più rinviabile.
Come funziona il biocontrollo a base di amebe
Il buofungicida sfrutta le proprietà naturali delle amebe, organismi unicellulari già presenti nel suolo, la cui interazione con i patogeni fungini è oggetto di una tecnologia brevettata da Amoéba.
Nella strategia di impiego autorizzata per questa stagione, la sostanza è indicata per il trattamento preventivo, da inserire nei programmi di difesa in anticipo rispetto alla comparsa dei sintomi. L'approccio preventivo è coerente con le caratteristiche epidemiologiche della peronospora, per la quale l'intervento curativo ha margini di efficacia molto più ridotti rispetto alla prevenzione.
Una filiera ad alto valore aggiunto
L'Italia occupa una posizione centrale nel mercato europeo del basilico fresco, con il basilico genovese destinato sia alla vendita tal quale sia alla trasformazione industriale – in primo luogo la produzione di pesto – come prodotto di riferimento.
Il valore della filiera supera di gran lunga quello della sola produzione primaria. Sementi, coltivazione in serra e pieno campo, confezionamento, trasformazione ed esportazione costituiscono una catena del valore articolata, in cui la qualità del prodotto alla raccolta condiziona ogni fase successiva. Il pesto alla genovese a base di basilico fresco ha registrato una crescita annua del 13,7% a livello globale tra il 2009 e il 2023 (dati NielsenIq), e il mercato mondiale del basilico – coltivato su 6,8 milioni di ettari – vale oggi 1,4 miliardi di euro (fonte Spherical Insights, aprile 2025).









