Il mare come palcoscenico naturale del frutto simbolo dell'estate. È questa la scelta del Consorzio Dolce Passione che, sulla terrazza del Bagno Milano di Cesenatico, venerdì 12 giugno 2026 ha presentato risultati, strategie e prospettive di sviluppo del progetto dedicato al cocomero a buccia nera made in Italy. Una serata che ha voluto celebrare il percorso intrapreso nel 2023 e che vede impegnati Ortofrutta Castello, Cico-Mazzoni e Lorenzini Naturamica, assieme alla società sementiera società sementiera Known-You Seed per la fornitura dei semi.
Il direttore del Consorzio Luciano Trentini, ripercorrendo la giovane storia del Consorzio, ha poi rilevato: «Crediamo di aver centrato l'obiettivo che ci eravamo prefissati. La nostra scelta è nata dall'analisi dei cambiamenti intervenuti nel mercato dell'anguria e dall'esigenza di capire che cosa cercasse realmente il consumatore.
Negli ultimi dieci anni le angurie dalle grandi pezzature hanno progressivamente perso quote di mercato, mentre è cresciuto l'interesse per i formati intermedi, compresi tra i 3 e i 6 chilogrammi, che hanno registrato un incremento del 26%. Le mini angurie rappresentano ancora una quota limitata del mercato, intorno al 13%, ma il segmento più dinamico resta quello delle pezzature medie.
Oggi soltanto il 56% delle famiglie italiane consuma anguria almeno una volta all'anno. È un dato che può ancora crescere, soprattutto se il prodotto riesce a garantire elevati standard qualitativi. Rispetto ad altre categorie frutticole, l'anguria rappresenta del resto circa il 7% dei consumi di frutta; un risultato comunque significativo, con ampi margini di crescita.
Le nostre indagini di mercato ci dicono che tre consumatori su quattro cercano cocomeri dal peso compreso tra i 3 e i 6 chilogrammi. Anche i canali di acquisto stanno cambiando: il consumatore si orienta sempre più verso supermercati, ipermercati e discount, mentre negli ultimi anni circa il 20% delle vendite si è spostato dai negozi tradizionali e dagli ambulanti verso la distribuzione moderna.
Per quanto riguarda il Consorzio, negli ultimi tre anni abbiamo coltivato superfici comprese tra i 350 e i 500 ettari; quest'anno ci attestiamo a 370 ettari, mantenendo sostanzialmente i livelli del 2025, che è stato uno degli anni più difficili per il comparto dell'anguria.
Oggi siamo presenti in undici regioni italiane, dalla Sicilia alla Lombardia. Abbiamo inoltre adottato precise scelte tecniche e agronomiche, raccolte in un disciplinare di produzione che punta a ridurre l'impatto ambientale e a garantire un prodotto sempre più sostenibile.
Le coltivazioni coprono diverse tecniche produttive: dalla serra ai piccoli tunnel fino al pieno campo, consentendoci di programmare la produzione lungo tutto l'arco stagionale. Il cocomero continua a piacere ai consumatori e per questo proseguiremo su questa strada, investendo ulteriormente nella ricerca e nell'innovazione varietale».
Accanto alla crescita commerciale, Dolce Passione continua a investire sul fronte della sostenibilità. I soci hanno adottato un disciplinare produttivo che prevede tecniche agronomiche orientate alla riduzione degli input chimici e alla produzione di frutti a minore impatto ambientale.
La novità in arrivo
Ma la vera sorpresa della serata è arrivata dal fronte dell'innovazione varietale. Sandro Colombi, in rappresentanza della società sementiera Known-You Seed, partner del progetto Dolce Passione, ha anticipato quella che potrebbe rappresentare una piccola rivoluzione per il comparto.

«Porteremo le dimensioni del cocomero a quelle di una mela», ha annunciato, presentando i programmi di ricerca che stanno portando allo sviluppo di un'anguria monoporzione dal peso di circa mezzo chilogrammo.
Si tratta di una mini anguria destinata a intercettare le nuove esigenze di consumo: nuclei familiari sempre più piccoli, acquisti frequenti, attenzione alla praticità e riduzione degli sprechi alimentari. Il progetto, attualmente in fase avanzata di sviluppo, dovrebbe arrivare sul mercato nel corso del 2027 e rappresenta la naturale evoluzione della strategia che ha portato al successo delle pezzature medio-piccole.
L'idea è quella di offrire al consumatore un prodotto da consumare integralmente in una sola occasione, senza necessità di conservazione dopo il taglio, trasformando il cocomero in un autentico frutto "ready to eat" naturale.
Se negli ultimi anni il mercato ha premiato i frutti da 3-4 chilogrammi, il prossimo passo potrebbe quindi essere la nascita di una nuova categoria: quella del cocomero monoporzione, capace di avvicinare ulteriormente il consumo quotidiano di un frutto che, nonostante la sua forte identità estiva, ha ancora ampi margini di crescita nelle abitudini alimentari delle famiglie.
Un menu interamente dedicato al cocomero
La serata di Cesenatico è stata anche l'occasione per dimostrare la versatilità gastronomica del prodotto attraverso un percorso culinario interamente dedicato all'anguria. Dal cocktail di benvenuto a base di frullato di cocomero, vino frizzante, vodka e Angostura, fino alle preparazioni gourmet con gamberi, maionese e salsa ottenuta dalla riduzione del succo di anguria, passando per gnocchi realizzati utilizzando il liquido del frutto nell'impasto e serviti con capasanta.
A chiudere il menu, una raffinata creazione di pasticceria ispirata proprio a una mini anguria, ulteriore testimonianza delle potenzialità di un prodotto che il Consorzio intende valorizzare non solo come commodity estiva, ma come ingrediente versatile e distintivo.









