Dal 7 al 9 ottobre, al PalaVerdi di Fiere di Parma, 200 buyer esteri incontrano imprese e professionisti del settore. Il florovivaismo italiano arriva all’appuntamento con 1,286 miliardi di euro di export (+5,11%) e il terzo posto mondiale.
Prende il via oggi a Fiere di Parma Greenitaly 2026, il Salone Internazionale del Florovivaismo e del Paesaggio che fino al 9 ottobre riunisce imprese, buyer, progettisti, professionisti, associazioni e istituzioni. Tre giornate per mettere in relazione le diverse anime della filiera e interrogarsi sul ruolo che il verde è chiamato ad assumere nelle città e nei territori di domani, tra competitività delle imprese, qualità del paesaggio e adattamento ai cambiamenti climatici.
Un florovivaismo italiano sempre più orientato all’estero
La seconda edizione si apre in un momento positivo per il florovivaismo italiano. Secondo i dati Ice - Agenzia elaborati su Trade Data Monitor, nel 2025 le esportazioni di alberi vivi e altre piante, bulbi, radici e simili, fiori recisi e fogliame ornamentale hanno raggiunto 1,286 miliardi di euro, con una crescita del 5,11% rispetto al 2024.
L’Italia si conferma così al terzo posto tra i maggiori esportatori mondiali a valore, alle spalle di Paesi Bassi e Colombia, consolidando il ruolo internazionale di un comparto sempre più orientato ai mercati esteri.
«Greenitaly nasce dalla convinzione che il florovivaismo abbia oggi un ruolo che va ben oltre la produzione e la commercializzazione delle piante. Il verde è sempre più parte della risposta alle grandi trasformazioni delle nostre città e dei nostri territori: dalla qualità dello spazio urbano all’adattamento ai cambiamenti climatici», dichiara Gloria Oppici, Brand Manager di Greenitaly, Fiere di Parma. «Per questo abbiamo voluto costruire una manifestazione capace di mettere allo stesso tavolo chi produce, chi progetta, chi acquista e chi gestisce il verde».
Duecento buyer esteri a Parma
La dimensione internazionale rappresenta uno dei pilastri di Greenitaly 2026. Oltre a numerosi operatori italiani sono 200 i buyer esteri iscritti, con presenze provenienti dai principali mercati europei oltre che dal Medio Oriente, Nord Africa, Asia centrale e Nord America.
Ad aprire la manifestazione, mercoledì 7 ottobre, sono stati i saluti istituzionali di Franco Mosconi, Presidente di Fiere di Parma, seguiti dalla lectio magistralis «Il paesaggio urbano di domani» con l’intervento, tra gli altri, di Marco Devecchi, Presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino.

Nella stessa giornata, Crea e Masaf promuovono il confronto «Florovivaismo: le sfide dell’innovazione e le prospettive della Legge Quadro», dedicato alla ricerca, all’innovazione e alle prospettive del settore. Partecipa al dibattito Francesco Ferrini, Presidente del Distretto Rurale Vivaistico-Ornamentale di Pistoia e Professore ordinario di Arboricoltura all’Università degli Studi di Firenze.
Nel corso delle tre giornate, Green4Job mette inoltre in relazione aziende, professionisti e studenti, creando un punto d’incontro tra domanda e offerta per nuove opportunità professionali nel mondo del verde.
Verde pubblico, innovazione e sicurezza fitosanitaria
Giovedì 8 ottobre l’attenzione si concentra sulle politiche pubbliche per il verde con «Patrimonio verde pubblico: politiche e azioni», che riunisce Anci, Upi e amministratori di Parma, Siena, Milano, Torino, Cesenatico e della Provincia di Mantova.
A questo si affianca il confronto sulla sicurezza fitosanitaria delle piante ornamentali, con il coinvolgimento di Anve, Aipp, Conaf, del Collegio nazionale dei Periti Agrari e dei Servizi Fitosanitari regionali.
Venerdì 9 ottobre il programma istituzionale prosegue con «Il verde per la mitigazione dei cambiamenti climatici», promosso dal Comune di Parma con KilometroVerdeParma e il coinvolgimento delle amministrazioni di Bergamo, Padova e Prato, chiamate a confrontarsi sulle strategie per la neutralità climatica.
In programma anche «Le piante e l’immaginario: dall’illustrazione botanica al design», con Renato Bruni, Direttore dell’Orto Botanico di Parma e docente all’Università di Parma, e Diego Recchia, designer e docente ISIA Roma Design, moderato da Emanuela Rosa-Clot. Chiude il quadro «Prendersi cura delle foreste di domani», con la partecipazione della Regione Emilia-Romagna, del Cnr, dell’Università di Firenze e del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.
I distretti produttivi del florovivaismo italiano
Il florovivaismo italiano è caratterizzato da diversi distretti produttivi, ciascuno con le proprie peculiarità e specializzazioni. Tra i poli più rilevanti c’è Pistoia, che nel primo trimestre del 2026 ha registrato un record storico nell’export di piante vive: 159 milioni di euro, in crescita dell’11,75% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Nel Lazio il comparto rappresenta circa il 6% della produzione nazionale, con un nucleo particolarmente significativo nella provincia di Latina, dove operano oltre 450 aziende. In Piemonte il vivaismo conta 477 aziende su oltre 1.000 ettari, mentre il comprensorio di Canneto sull’Oglio si distingue come primo produttore italiano di alberature a foglia caduca coltivate in pieno campo, con circa 3.000 ettari dedicati all’attività vivaistica.
Questa varietà di territori, produzioni e specializzazioni si riflette anche nell’offerta espositiva di Greenitaly, che abbraccia la produzione vivaistica e la progettazione del paesaggio, insieme a vasi e substrati, macchinari, attrezzature e servizi per la gestione del verde.
Le aziende presenti a Greenitaly 2026
Numerose le aziende del florovivaismo presenti a Greenitaly 2026, tra cui Società Agricola Giorgio Tesi Vivai, Società Agricola Romiti Vivai, Margheriti Piante, Società Agricola Vivai Acciarri, Vivai De Laurentiis, Vivai Nord, Vivai Piante Bartolini Massimo Azienda Agricola, Rose Barni, Consorzio Plantaregina - Distretto Vivaistico, Coplant, Vivai Tagliavini, Sicilia Verde, Compagnia del Lago, Vivai Porcellato, Hortival Diffusion, Vettori Giovani Piante, Handelsonderneming Jac Niekerk, Vivai F.lli Dainese, Vivai Cacco, Sylva Van Hulle, Romiti Giampaolo Vivai Piante, Vivaio Aumenta Antonio, Little Plant, Vivai Piante Battistini, Distretto Florovivaistico di Saonara e Buongiovanni Vivai Piante, insieme a molte altre realtà di rilievo.
Presenti anche aziende attive nei servizi, nelle tecnologie e nelle attrezzature, tra cui Equa, Fabris, Green Ways, Pierucci Agricoltura, Men at Worx con il marchio Kress, SIA-MPL, RP Soft, Pelizziari, Socage Raptor, Verdemax, Bignotti Green Biotechnology, Agraria Di Vita e Bio Soil Expert, e altre realtà specializzate della filiera.
Tre giornate dedicate al futuro del verde
Greenitaly 2026 prosegue fino al 9 ottobre a Fiere di Parma, in concomitanza con Mercanteinfiera, riunendo business, produzione, progettazione, ricerca e cultura del verde. La manifestazione punta così a mettere in relazione le diverse componenti della filiera florovivaistica, dalla produzione delle piante alla progettazione e gestione del paesaggio, in un confronto che guarda anche alle trasformazioni climatiche, ambientali e urbane.








