La partita francese sull’innovazione in orticoltura

Un intero padiglione della fiera ospita ogni anno le aziende sementiere orticole
Alla fiera Sival gare tra innovatori. E l’intelligenza artificiale entra in serra e nelle applicazioni di tecnici e agricoltori, dalla previsione delle rese in serra alla spinta della robotica agricola

Una fiera che ricorda il Macfrut, sebbene abbia dimensioni più contenute e ospiti meno espositori relativi al retail e con la differenza sostanziale che quasi un paio di padiglioni sono dedicati anche alla vitivinicoltura. E poi, un intero padiglione dedicato alla genetica orticola e un altro a materiali e attrezzature per le serre. L’interesse per l'evento è dimostrato anche dalla presenza, ogni anno, di espositori italiani, soprattutto in ambito meccanizzazione.

Stiamo parlando del Sival, manifestazione giunta alla trentanovesima edizione e svoltasi dal 13 al 15 gennaio 2026 presso il Parc des Expositions di Angers. Con i suoi circa 24.000 visitatori e 700 espositori – visitatori provenienti non solo dalla Francia, ma da tutta Europa – si consolida come appuntamento per la condivisione di soluzioni concrete destinate alla produzione vegetale specializzata. Con 69 buyer provenienti da 19 paesi e oltre 330 incontri tra questi, l’evento ha ribadito il suo ruolo di laboratorio d’idee nel quale la regione francese della Loira è certamente strategica a livello ortofrutticolo.

La tecnologia al servizio

La novità più rilevante per tecnici e produttori è stata il lancio di Agreen Défi, un “hackathon” (un evento-maratona nel quale i partecipanti sono chiamati a collaborare per risolvere sfide specifiche) di 48 ore che ha visto collaborare 40 esperti e studenti provenienti da istituti d’eccellenza come Esa, Polytech Angers ed Epitech. L’obiettivo era ambizioso: progettare prototipi operativi per risolvere criticità reali della filiera orticola.

Tra i progetti di maggiore impatto tecnico spicca la soluzione sviluppata per il Ctifl per la previsione delle rese del pomodoro in serra. Il sistema adotta un approccio ibrido che combina il modello fisiologico Tomsim con algoritmi di machine learning. Questa integrazione permette di elaborare dati climatici e agronomici storici, includendo gli effetti climatici ritardati, per prevedere i volumi di raccolta con un orizzonte a due e a quattro settimane. Il tutto è gestito tramite un’interfaccia di simulazione interattiva che consente ai produttori di testare diversi scenari e regolare i parametri colturali in tempo reale.

Altrettanto significativa per la gestione aziendale è l’applicazione AppliSol, ideata per Gaiago, un’azienda che si occupa di ripristinare rapidamente i terreni agricoli per migliorarne le prestazioni. Utilizzando la tecnologia Ocr (optical character recognition), il software è in grado di digitalizzare istantaneamente le analisi del suolo partendo da semplici foto o scansioni di documenti cartacei. Il sistema standardizza i dati estratti per generare raccomandazioni agronomiche precise, semplificando drasticamente l’interpretazione dei risultati e l’inserimento nei database aziendali.

Gestire l'umidità del pomodoro in serra

L’integrazione della deumidificazione termodinamica nelle colture di pomodoro in serra fredda rappresenta una frontiera tecnologica fondamentale per la biosicurezza e l’efficienza produttiva. Se ne è parlato in un seminario al Sival.

Sperimentazioni condotte in serre fredde multitunnel da 500 m² hanno evidenziato come l’utilizzo di macchine specifiche permetta di gestire attivamente l’umidità, limitando drasticamente i rischi fungini legati alla condensa e riducendo il ricorso ai fitofarmaci. L’unità citata come esempio è caratterizzata da una capacità di condensazione di 13,8 L/h a 20 °C e un flusso d’aria di 3.000 m³/h, opera efficacemente sopra i 10 °C, distribuendo con un sistema dedicato l’aria deidratata sopra la coltura per massimizzare l’omogeneità climatica. Strategicamente, il sistema interviene principalmente durante la notte, quando la traspirazione delle piante è contenuta (10-15 g/m²) e i rischi di superamento del punto di rugiada sono massimi, attivandosi al raggiungimento del 90% di umidità relativa per spegnersi all’80%.

Un effetto notevole è il recupero dell’energia latente durante la condensazione, che fornisce una potenza di riscaldamento supplementare di circa 10-15 W/m², innalzando la temperatura notturna di 0,5-1 °C. Tale microclima ha accelerato lo sviluppo fisiologico della pianta, portando alla generazione di 1,3 grappoli in più per stelo e un incremento della resa finale di 2,7 kg/m² rispetto al testimone. Sotto il profilo economico, l’aumento del volume produttivo ha generato un plusvalore stimato in 3,9 €/m², cifra che compensa ampiamente i costi elettrici (circa 14 kWh/m² a stagione) purché il prezzo dell’energia rimanga inferiore ai 280 €/MWh.

Tuttavia, la maggiore vigoria vegetativa indotta dal sistema richiede un adattamento della gestione agronomica: l’aumento della superficie fogliare ha reso necessari tre cicli supplementari di sfogliatura per garantire la penetrazione della luce e la corretta maturazione dei frutti. Per il futuro, l’ottimizzazione passerà attraverso l’integrazione di sensori igrometrici più raffinati e il disaccoppiamento del sistema
di ventilazione da quello di condensazione, al fine di ridurre ulteriormente i consumi energetici e affinare il controllo climatico.

La spinta della robotica in Francia

La robotica agricola sta uscendo via via dalla fase sperimentale, aiutata in Francia da investimenti strategici come i 21 milioni di euro del programma “Grand Défi”. Questo è quanto riportato in un evento al Sival. Se nel settore lattiero-caseario l’automazione è ormai consolidata, nelle produzioni vegetali la spinta innovativa è guidata dal diserbo meccanico, fondamentale per sopperire alla carenza di manodopera e ridurre l’impiego di fitofarmaci. L’innovazione “utile” si concentra su macchine specializzate che migliorano drasticamente la qualità della vita dell’operatore, eliminando mansioni ripetitive e posture logoranti.

Sotto il profilo economico, l’adozione di queste tecnologie richiede un cambio di paradigma: il prezzo d’acquisto, superiore ai mezzi convenzionali, deve essere valutato considerando il risparmio sul costo del lavoro e il valore della flessibilità operativa. La riuscita dell’integrazione robotica dipende però da un adattamento reciproco: se da un lato le macchine diventano più ergonomiche, dall’altro l’agricoltore deve predisporre un ambiente idoneo, come testate dei filari più ampie nel caso dei vigneti, per massimizzare l’autonomia del mezzo. In questo contesto, enti come il Ctifl in Francia giocano un ruolo cruciale attraverso progetti di supporto tecnico, fornendo ai produttori indicatori oggettivi per scegliere la soluzione più adatta al proprio contesto aziendale e superare il deficit di formazione che ancora tiene a freno il settore.

Il pannello fotovoltaico progettato appositamente per la serra presentato in fiera dall’azienda svizzera Voltiris

Digitalizzazione varietale e biocontrollo

Il settore della protezione varietale ha visto la proposta in fiera di strumenti digitali avanzati per l’Ocvv (Ufficio comunitario delle varietà vegetali) e il Geves (l’ente pubblico francese che lavora sulle nuove varietà e sulla qualità delle sementi). Per l’Ocvv è stato sviluppato un modulo di analisi dinamica che utilizza l’intelligenza artificiale per generare report sull’evoluzione delle domande di protezione.

Per il Geves, invece, la sfida era automatizzare l’aggiornamento del catalogo varietale: la soluzione proposta estrae i dati dai siti web degli uffici competenti (spesso disponibili solo in formato Pdf) e li integra uniformemente nel database, eliminando l’inserimento manuale e facilitando le analisi comparative.

Altro settore importante della manifestazione è stato il Forum del biocontrollo e della salute vegetale, che ha registrato l’affluenza più alta con 970 partecipanti, a testimonianza della centralità delle alternative ecologiche nella difesa delle colture orticole. Questi spazi di discussione hanno permesso ai professionisti di affrontare temi cruciali quali l’adattamento al cambiamento climatico, la diversificazione delle filiere e l’integrazione della robotica nei processi produttivi.

Appuntamento ora alla quarantesima edizione, che si terrà dal 12 al 14 gennaio 2027, per celebrare il traguardo storico che celebrerà i quattro decenni della fiera.

 

 

La partita francese sull’innovazione in orticoltura - Ultima modifica: 2026-02-18T12:17:07+01:00 da Alessandro Piscopiello

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