Substrati, il florovivaismo trentino sotto la lente della ricerca

I risultati di numerose prove sperimentali sono stati presentati nella Giornata tecnica sulla floricoltura organizzata dalla Fondazione Edmund Mach (FEM) con l’Associazione florovivaisti trentini “Fiori del Trentino” (Aflovit)

Dalle prove della Fondazione Edmund Mach (Fem) con i substrati senza torba (peat free) alla sperimentazione del Centro Po di Tramontana, dai risultati delle prove su piante da balcone alla gestione delle stelle di Natale per arrivare alle problematiche fitosanitarie delle alberate trentine. Sono i temi affrontati nel corso della Giornata tecnica sulla floricoltura organizzata dalla Fem con l’Associazione florovivaisti trentini “Fiori del Trentino” (Aflovit). L’evento, che si inserisce all’interno di un percorso di collaborazione tra Fem e Aflovit, ha voluto evidenziare le attività sperimentali a supporto delle aziende del territorio messe in campo da Fem, anche con il confronto con altri enti come Veneto Agricoltura e il Centro di Sperimentazione Laimburg. La Fem è da tempo impegnata a sostenere il comparto florovivaistico, un sostegno che si concretizza anche a livello formativo con il corso di ortoflorovivaismo della formazione professionale e il corso post diploma di tecnico superiore del verde sostenibile.

Realtà e prospettive del florovivaismo trentino

relatori
Da sinistra: Mario Calliari, Diego Coller e Maurizio Bottura

Maurizio Bottura, sostituto direttore generale di Fem, ha evidenziato «il positivo bilancio dell'attività di consulenza tecnica al comparto floricolo, un settore di nicchia e ad alto valore strategico, importante per l'economia locale, e l’importante e proficua collaborazione con Aflovit».

Diego Coller, presidente di Confagricoltura del Trentino, ha spiegato che «il florovivaismo è un comparto vivace e strategico per la nostra economia, capace di generare un valore lordo vendibile significativo e di garantire occupazione a un numero importante di addetti qualificati. È ormai da anni che dedichiamo la massima attenzione al settore florovivaistico come Confagricoltura e continueremo a sostenere questa eccellenza».

Il presidente di Aflovit, Mario Calliari, ha posto l’attenzione su un bilancio in chiaroscuro: se la primavera 2025 ha visto un exploit delle vendite (+5-10%), il meteo avverso ha causato una flessione produttiva del 5-10%. «La nostra forza risiede nella capacità di fare rete. Un punto cardine della strategia associativa rimane il legame con la ricerca scientifica e l'importanza vitale della convenzione con la Fondazione Mach, che garantisce al comparto un tecnico dedicato esclusivamente alla floricoltura con prove tecniche sperimentali specifiche. La collaborazione con la Fem e il Centro Laimburg è un modello vincente e l’auspicio è che questo asse di eccellenza possa aprirsi presto a nuovi interlocutori strategici, come il Centro Po di Tramontana».

60 aziende florovivaistiche

fiori trentinoIn provincia di Trento operano circa 60 aziende florovivaistiche, di cui la maggior parte aderisce ad Aflovit. Il comparto risulta dominato dai garden center, che rappresentano circa il 60% delle imprese.

Sono strutture multifunzionali che svolgono un ruolo centrale non solo nella produzione, ma soprattutto nella commercializzazione di piante ornamentali, annuali e perenni, piante da interno, nonché di prodotti complementari quali terricci, concimi, fitofarmaci e articoli per il giardinaggio.

La restante parte è costituita da aziende produttrici impegnate nella coltivazione di piante destinate ad altri vivai o alla grande distribuzione organizzata e da una quota residuale di aziende a indirizzo misto orto-floricolo.

I substrati peat free nella ricerca della Fem

ricerca fem
Dallago ha messo in luce vantaggi, limiti e compromessi operativi dei peat free, in particolare su petunia, stella di Natale e piante ornamentali

La crescente difficoltà per il florovivaismo, anche in Trentino, ad approvvigionarsi di torba, substrato molto utilizzato ma adesso sempre meno disponibile sia per ragioni ambientali sia economiche (i suoi costi nel 2025 sono aumentati notevolmente per la scarsa offerta da parte dei paesi produttori del Nord Europa), ha indotto la ricerca a sperimentare e valutare substrati alternativi, ha spiegato Alex Dallago, tecnico presso il Centro trasferimento tecnologico - Unità “Piccoli frutti, olivo e ortofloricoltura” della Fem.

Perciò la Fem ha lavorato nel 2025 a diverse prove sperimentali con substrati peat free costituiti da diverse concentrazioni di legno e di digestato, messi a confronto con la torba.

Dallago ha messo in luce vantaggi, limiti e compromessi operativi dei peat free, in particolare su petunia, stella di natale e piante ornamentali».

Substrati peat free in coltivazione primaverile-estiva

I risultati della sperimentazione del Centro Po di Tramontana di Veneto Agricoltura sui substrati peat free sono stati presentati da Giovanna Pavarin. «Il nostro centro, oltre ai consueti test varietali su specie chiave per i floricoltori come dipladenia e poinsettia, ha realizzato varie prove di coltivazione, in particolare con l’uso dei substrati senza torba. In tre anni di attività sono stati testati substrati di diversa provenienza e composizione, tutti privi di torba».

Risultati conclusivi su piante da balcone

Helga Salchegger ha poi proposto le ricerche del Centro di sperimentazione Laimburg dedicate alla transizione verso substrati privi di torba e all’impiego di fertilizzanti organici. «Negli ultimi anni abbiamo valutato numerose piante da balcone con due obiettivi: il primo per promuovere la biodiversità e l'attrattività dei pronubi, il secondo per individuare piante a basso fabbisogno idrico e resistenti a periodi di siccità, cioè specie e combinazioni particolarmente resilienti, adatte sia a condizioni di ombra parziale sia di pieno sole».

Problematiche fitosanitarie delle alberate trentine

Giorgio Maresi ha parlato dell’attività decennale di monitoraggio svolta da Fem sulle problematiche fitosanitarie delle alberate urbane del Trentino. «La diffusione di patogeni e insetti invasivi e la comparsa di malattie prima ignorate hanno assunto maggiore importanza a causa del cambiamento climatico. Da ciò la necessità di individuare le nuove esigenze di progettazione, realizzazione e gestione del verde urbano, in risposta alle quali opera il corso di alta formazione del verde sostenibile nell’ambito del Centro istruzione formazione».

Spazio per i produttori di giovani piante

Uno spazio è stato infine riservato alle esperienze dei produttori di giovani piante, come Psenner e Lazzeri, che hanno presentato in particolare le tecniche di produzione delle stelle di Natale e la relativa gestione delle avversità.

Substrati, il florovivaismo trentino sotto la lente della ricerca - Ultima modifica: 2026-02-10T11:45:15+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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