Il pomodoro da mensa e il peperone sono due colture orticole di rilevante interesse economico per il comparto produttivo piemontese. La coltivazione del peperone interessa una superficie complessiva di circa 150 ettari (dati Sistema Piemonte), con una distribuzione territoriale che vede la provincia di Torino concentrare il 57% dell’ettarato regionale, seguita da Cuneo (26%) e Alessandria (11%). Le superfici aziendali risultano mediamente contenute, variando dai 1.200 ai 5.000 m². Dal punto di vista varietale, la tipologia maggiormente diffusa è rappresentata dall’ibrido mezzo lungo, coltivato prevalentemente in tunnel freddi con trapianti a partire da aprile; a questo si affiancano diversi ecotipi locali di pregio quali il “Quadrato e Corno di Carmagnola” e la “Trottola di Cuneo”.
La coltivazione del pomodoro da mensa nel 2025 si è attestata su una superficie pari a 135 ettari (dati Sistema Piemonte). Il principale polo produttivo è localizzato in provincia di Cuneo (37%), seguito dalle province di Torino (26%) e Asti (15%), con superfici medie aziendali comprese tra 3.200 m² del cuneese e i 1250 m2 dell’astigiano. Tra le numerose tipologie merceologiche presenti sul mercato, il “cuor di bue albenganese” risulta la più diffusa. La coltivazione è effettuata esclusivamente in tunnel, con trapianti scalari da fine febbraio in strutture riscaldate fino all’inizio di giugno.
In questo contesto produttivo si inseriscono attività di sperimentazione volte a migliorare l’efficienza colturale e la qualità delle produzioni. In particolare nel biennio 2024–2025 sono state condotte due prove sperimentali finalizzate a valutare l’effetto del biostimolante Triostim (Scam) sulle performance produttive e qualitative di pomodoro da mensa “cuor di bue” (2024) e su peperone ibrido mezzo lungo (2025).
Prova sperimentale su pomodoro cuor di bue - 2024
L’attività sperimentale è stata realizzata nel 2024 presso l’azienda agricola Bressi di Fossano (CN), in due tunnel di 9x100 m, altezza al colmo di 4,5 m e coperti con film a luce diffusa. Il trapianto è stato effettuato il 20 aprile con piante della varietà Araldino innestata su Kaiser con un sesto di 2,2 m tra le file e 0,40 m (1100 piante/1000 m2) sulla fila e allevamento a due assi. Gli apporti fertirrigui vengono effettuati mediante due manichette su entrambi i lati della fila. Il piano di fertilizzazione aziendale prevede apporti di bio-digestato in autunno e solfato di potassio (K 50%) in pre-trapianto. Durante il ciclo vegeto-produttivo in fertirrigazione vengono impiegati: Nitrato di Calcio (N 15,5), Nitrato di Potassio (13/0/46), Nitrato di Magnesio (N 11), MAP (12/61/0) ed un ternario (15/3/30). Il piano di fertirrigazione aziendale è stato integrato nella tesi trattata con applicazioni di Triostim alla dose di 10 L/ha in corrispondenza di specifiche fasi fenologiche: fioritura del primo (9 maggio), terzo (22 maggio) e quinto palco (20 giugno) e alla sfogliatura del secondo palco (3 luglio). Le raccolte sono iniziate nella prima decade di luglio e sono proseguite con stacchi settimanali fino alla metà di ottobre per un totale di quindici stacchi.
Il protocollo ha previsto il rilevamento di:
- produzione totale e commerciale,
- distribuzione della produzione nelle classi di calibro 68–82 mm e 82–102 mm,
- scarto (sotto-calibro <68 mm, fiorone > 102 mm, deformato e spaccato),
- peso medio ponderato dei frutti,
- indice di precocità,
- contenuto in solidi solubili (°Brix),
- acidità titolabile (meq/100 ml).
I dati sono stati elaborati statisticamente con il software SPSS vers. 25 con controllo preliminare di normalità e omogeneità della varianza mediante ANOVA e separazione delle medie con il Tukey test.
I risultati hanno evidenziato un incremento statisticamente significativo della produzione totale nella tesi Triostim (21,8 kg/pianta) rispetto al testimone (19,0 kg/pianta) e un delta di 2,8 kg/pianta che rapportato ai 1000 m2 si avvicina a 31 quintali (tab. 1). Considerando i quantitativi relativi alla sola produzione commerciale il divario tra le tesi si attesta a 1,2 kg/pianta (Triostim 17,7 kg/pianta vs Aziendale 16,5 kg/pianta) pari a 13 q/1000 m2.
L’effetto del Triostim si è manifestato anche nella redistribuzione della produzione verso la classe di calibro più elevata (fig. 1), con un incremento significativo sia della frazione di calibro 82–102 mm che nel peso medio ponderato della frazione commerciale. A livello di frazioni di scarto è stata osservata una riduzione della frazione di sottocalibro (5,6% vs 6,8%) e una maggiore presenza di frutti superiori ai 102 mm (13% vs 6%) con una percentuale di scarto del 19% nel trattato e del 13% nel testimone. Da segnalare riguardo alle frazioni di scarto che la metodologia è stringente sui rispettivi diametri e non tiene in considerazione quanto i produttori potrebbero comunque commercializzare in funzione dei mercati di riferimento.
| Tesi | Produzione totale | Produzione commerciale | Peso medio ponderato | Produzione totale | |||
|
Calibro 68-82 mm |
Calibro 82-102 mm |
||||||
| kg/pianta | kg/pianta | % | kg/pianta | % | g/frutto | q/1000 mq | |
| Aziendale | 19,0 (b) | 9,6 | 50,4 | 6,9 (b) | 36,2 | 237 (b) | 209,0 |
| Aziendale + Triostim | 21,8 (a) | 6,7 | 30,7 | 11,0 (a) | 50,2 | 291 (a) | 239,8 |
Tabella 1 - Produzione per pianta, ripartizione dei calibri commerciali e peso medio ponderato (SPSS vers. 25 Anova - Tukey test).

Figura 1 - Suddivisione in percentuale della produzione nei calibri commerciali e scarto
Per quanto riguarda i parametri qualitativi, la tesi Triostim ha restituito valori superiori sia nel residuo secco rifrattometrico (2,7 °Brix vs 2,3 °Brix) che nell’acidità titolabile (4,9 meq/100 ml vs 4,4 meq/100 ml) ma in entrambi i parametri le differenze non sono state statisticamente significative; l’indice di precocità non ha invece evidenziato differenze tra le tesi.


Prova sperimentale su peperone mezzo lungo – 2025
La prova è stata condotta presso l’Az. Agr. Turello di Carmagnola (To) in tunnel freddi di 6x58 m, altezza al colmo di 2,8 m, dotati di telo di copertura a luce diretta. Il trapianto è avvenuto il 23 maggio, utilizzando la varietà San Marco e un sesto di 1 m tra le file e 0,36 m sulla fila (2700 piante/1000 m2).
Gli apporti fertirrigui sono eseguiti con manichette posizionate nell’interfila. La tesi Triostim ha previsto l’integrazione del piano di fertilizzazione aziendale con cinque applicazioni fertirrigue del biostimolante ad un dosaggio di 7 L/ha distribuite in differenti stadi fenologici:
- post trapianto (23 maggio)
- allegagione 1ᵃ corona (4 luglio)
- formazione 3° palco (30 luglio)
- sviluppo 5° palco (22 agosto)
- Infine è stato effettuato un intervento aggiuntivo il 21 ottobre.
Durante il periodo di raccolta sono stati determinati produzione totale e commerciale, numero di frutti per pianta, peso medio ponderato, scalarità della produzione, indice di precocità e contenuto in solidi solubili.
Le raccolte, effettuate dal 13 agosto al 6 novembre per un totale di sette stacchi, hanno evidenziato una produzione totale leggermente superiore nella tesi trattata con Triostim (2,85 kg/pianta) rispetto al testimone (2,69 kg/pianta), con un incremento del 6%, non significativo all’analisi statistica pari a 4,3 q/1000 m2. Analogo andamento è stato osservato per la produzione commerciale, pari a 2,29 kg/pianta nella tesi Triostim e 2,16 kg/pianta nel testimone ed un delta sui 1000 m2 di 3,5 q a favore del trattato.
Le bacche commerciali della tesi Triostim hanno mostrato una pezzatura mediamente superiore, con un peso medio ponderato di 282 g/frutto rispetto ai 277 g/frutto del testimone, accompagnata da un lieve incremento del numero di frutti per pianta (8,5 vs 8).
| Tesi | Produzione totale | Produzione commerciale | Peso medio ponderato | Produzione totale | |
| kg/pianta | kg/pianta | % | g/frutto | q/1000 mq | |
| Aziendale | 2,68 | 2,16 | 80% | 277 | 72,36 |
| Aziendale + Triostim | 2,84 | 2,29 | 81% | 282 | 76,68 |
Tabella 2 - Produzione totale e commerciale per pianta percentuale di commerciale e peso medio ponderato (SPSS vers. 25 Anova - Tukey test).
L’analisi della distribuzione delle produzioni nel ciclo produttivo ha evidenziato differenze limitate tra le tesi: il testimone ha fornito una maggiore produzione nel primo stacco, mentre dalla seconda raccolta la tesi Triostim ha mantenuto livelli produttivi superiori associati a una buona pezzatura delle bacche (fig. 2).

I flussi produttivi e l’indice di precocità di maturazione sono risultati sostanzialmente sovrapponibili tra le due tesi, con un posticipo di due giorni nella tesi Triostim. Dal punto di vista qualitativo, il contenuto in solidi solubili è risultato leggermente superiore nel testimone, con differenze di entità limitata (6,03 °Brix vs 5,95 °Brix) e non statisticamente significative.
Conclusioni
Il biennio di attività sperimentale ha evidenziato che l’applicazione del Triostim è in grado di influenzare positivamente le performance produttive delle colture oggetto di studio, confermandone il potenziale quale strumento di supporto alla produttività e alla qualità commerciale.
Nel primo anno di valutazione, condotto su pomodoro da mensa, l’impiego di Triostim ha determinato un incremento rilevante e statisticamente significativo della produzione totale per pianta rispetto alla tesi aziendale di riferimento. Parallelamente, si è osservato un aumento significativo dell’incidenza della frazione commerciale di maggiore pregio (82–102 mm), associato a un significativo miglioramento della pezzatura delle bacche. Tali risultati indicano non solo un effetto quantitativo sulla resa, ma anche un impatto qualitativo sulla distribuzione dei calibri, con potenziali ricadute positive sulla valorizzazione commerciale del prodotto.
Per quanto concerne i parametri organolettici, l’effetto è risultato meno marcato; tuttavia, la tesi trattata con Triostim ha mostrato valori medi sistematicamente superiori rispetto alla tesi aziendale, evidenziando una tendenza migliorativa che, pur non sempre supportata da significatività statistica, suggerisce un’influenza favorevole del biostimolante anche sugli aspetti qualitativi del frutto.
Nella seconda prova, condotta su peperone mezzo lungo, l’effetto del biostimolante si è manifestato con un’intensità più contenuta rispetto a quanto osservato nel pomodoro. I dati raccolti indicano comunque un andamento coerentemente favorevole della tesi Triostim sulle principali variabili produttive considerate — produttività totale, resa commerciale e peso medio ponderato dei frutti — con incrementi rispetto al controllo aziendale. Sebbene tali differenze non abbiano raggiunto la soglia di significatività statistica, il trend positivo registrato su tutti i parametri chiave suggerisce un potenziale effetto fisiologico del prodotto, la cui entità potrebbe risultare maggiormente evidente in condizioni pedoclimatiche o gestionali differenti, o su un numero più ampio di repliche sperimentali.
Nel complesso, i risultati ottenuti nel biennio confermano la capacità del Triostim di sostenere le performance produttive delle colture orticole testate, con effetti particolarmente evidenti sul pomodoro da mensa e con indicazioni promettenti anche sul peperone, delineando un profilo di efficacia agronomica meritevole di ulteriori approfondimenti sperimentali.









