
Le radici dell’Azienda Pareti affondano nel 1962, quando il padre del titolare Stefano arrivò come affittuario in una cascina nel comune di Sale, in provincia di Alessandria, vicino alla Lomellina. Da quel primo insediamento nel territorio, nel corso dei decenni è cresciuta un’impresa familiare strutturata, oggi guidata appunto da Stefano Pareti con il coinvolgimento attivo del figlio Giovanni, che ha già assunto un ruolo operativo nella gestione quotidiana.
L’azienda coltiva circa un centinaio di ettari di superficie. A questa si aggiunge la gestione di un ulteriore centinaio di ettari condotti in biologico per il Mulino Sobrino, realtà di La Morra (Cuneo). Ma è soprattutto attraverso il cantiere operativo della cooperativa che l’azienda esprime la sua capacità organizzativa: Pareti gestisce, per conto dell’Op Patto Pomodoro, circa 200 ettari dedicati alla coltura del pomodoro da industria, occupandosi delle fasi di trapianto, irrigazione e raccolta meccanica per i soci conferenti.

La forza lavoro impiegata durante la stagione può raggiungere le 12 unità, con un dipendente fisso presente tutto l’anno e circa dieci lavoratori stagionali nei momenti di picco, cioè trapianto e raccolta. Il parco macchine comprende una raccoglitrice di pomodoro e ovviamente macchine per la preparazione del terreno.
L’ordinamento colturale è diversificato: accanto al pomodoro da industria, che rappresenta la coltura di punta con circa 45-50 ettari propri coltivati, l’azienda gestisce superfici a mele (intorno ai 47 ettari), mais, frumento, girasole, ceci e soia. Queste ultime sono funzionali alla rotazione e alla gestione del terreno.
La costruzione della fertilità del suolo
Al centro dell’approccio agronomico dell’Azienda Pareti c’è una visione di lungo periodo sulla fertilità del suolo. La realtà è da anni impegnata nell’integrazione di pratiche che migliorano progressivamente la struttura e la biologia del terreno, con risultati già evidenti: nell’ultima decade, il livello di sostanza organica nei suoli aziendali è aumentato in maniera significativa.
I tre pilastri di questa strategia sono il sovescio dei residui colturali, l’apporto di compost e l’utilizzo di cover crops. Il sovescio prevede l’interramento di colture appositamente seminate o dei residui delle coltivazioni precedenti, restituendo al suolo elementi nutritivi e migliorando la sua struttura fisico-chimica.
Il compost integra l’apporto di sostanza organica stabile. Le cover crop – colture da copertura intercalate nei periodi di riposo del terreno – svolgono una funzione multipla: proteggono il suolo dall’erosione e dalla colonizzazione di infestanti, fissano azoto e alimentano i cicli biologici del suolo.
In sintesi, gli obiettivi di queste pratiche colturali sono tre:
- incrementare il livello di sostanza organica,
- proteggere i terreni dall’erosione e dalla pressione delle malerbe,
- apportare nutrienti che favoriscano lo sviluppo delle colture successive.
Tecnica colturale e nutrizione
Il pomodoro da industria è la coltura su cui l’azienda ha costruito la propria specializzazione produttiva. Avviata nel 2003 su soli tre ettari di prova, la produzione è cresciuta progressivamente fino all’attuale dimensione, trainata dall’ingresso nella cooperativa Patto Pomodoro e dallo sviluppo del cantiere operativo.
Le varietà impiegate appartengono principalmente ai cataloghi Nunems e Heinz, con cicli compresi tra 95 e 105 giorni, orientati a massimizzare qualità e uniformità di maturazione. Tra le varietà messe a coltura figura anche “Volare”, un pomodoro tondo con caratteristiche simili al ciliegino ma di pezzatura maggiore, coltivato su richiesta specifica di uno dei destinatari del prodotto. I trapianti si distribuiscono dall’inizio di aprile ai primi di giugno, con la scelta della varietà che ovviamente cambia in base al periodo di trapianto.
La fertilizzazione viene gestita in gran parte tramite fertirrigazione, attraverso le manichette dell’impianto a goccia, con un sistema di distribuzione basato sul differenziale di pressione. La concimazione di fondo precede il trapianto, mentre la nutrizione lungo il ciclo viene somministrata in fertirrigazione.
Per la base idrosolubile, l’azienda ha scelto di affidarsi al nitrato ammoniacale, con la formulazione 10-50-10, privilegiando fertilizzanti adelevata acidità. La motivazione è che le acque di pozzo disponibili in azienda presentano un alto contenuto di ferro che determina l’ostruzione delle manichette di irrigazione. L’uso di soluzioni acide limita significativamente questo fenomeno, riducendo i fermi tecnici e garantendo la continuità dell’irrigazione.
Il pomodoro prodotto viene conferito attraverso l’Op Patto Pomodoro alle principali industrie di trasformazione del Nord Italia: Steriltom è il principale destinatario, seguita da Casalasco (di cui l’azienda è socia), Mutti e Tomato Farm. Il prodotto viene avviato prevalentemente alla produzione di polpa e passate, con quote minori destinate al concentrato, secondo le esigenze stagionali dei trasformatori.
Sperimentazione e apertura all’innovazione
L’Azienda Pareti ha una consolidata vocazione alla sperimentazione. Nel corso degli anni ha ospitato prove varietali su pomodoro con centri come Sata – che ogni anno vi organizza l’incontro del Progetto Rigenera – e collabora con Sagea e altri centri di saggio per la valutazione di nuove varietà e tecniche agronomiche.
La disponibilità a testare nuovi approcci nutrizionali si è estesa anche alla biostimolazione. Nel corso dell’ultima stagione, su un appezzamento campione di dieci ettari dedicati al pomodoro, è stato avviato un programma di prove con prodotti De Sangosse, integrato con la normale strategia nutritiva aziendale. L’obiettivo era valutare l’effetto dei biostimolanti in fasi critiche della coltura – post-trapianto, accrescimento vegetativo, fioritura e maturazione – e osservare le risposte della pianta in termini di vigore, allegagione e qualità del prodotto.
Visione agronomica di lungo periodo
L’Azienda Pareti rappresenta un esempio di agricoltura ben radicata nel territorio ma continuamente aperta alle innovazioni agronomiche. La scelta di investire nella fertilità del suolo attraverso pratiche conservative – cover crops, sovescio, compost – e strategie nutrizionali sostenibili è una strategia produttiva con ricadute che l’azienda tocca con mano: suoli più fertili, colture più resilienti, rese superiori alla media d’area. In questo contesto, la disponibilità a sperimentare nuovi approcci nutrizionali e biostimolanti si inserisce naturalmente in una visione che guarda al miglioramento continuo del sistema produttivo.
Con rese che superano stabilmente i 900 quintali per ettaro su una media provinciale di circa 600, l’azienda dimostra che la cura del suolo accompagnata da una gestione tecnica accurata si traducono in un aumento fattuale della competitività. Un modello produttivo a cui, in un momento in cui la redditività del pomodoro da industria è sotto pressione su più fronti, vale la pena fare attenzione.
Strategia nutrizionale con De Sangosse
Nel corso della stagione di prova, l’Azienda Pareti ha integrato nel proprio programma nutrizionale sul pomodoro da industria una serie di prodotti De Sangosse, distribuiti nelle diverse fasi del ciclo colturale.

I riscontri più significativi della stagione di prova si sono concentrati sui due momenti più critici: la fioritura di luglio e la fase di maturazione finale. La parte di campo trattata con Turn On, un prodotto ad azione ombreggiante, ha evidenziato un comportamento rilevante in un periodo caratterizzato da temperature elevate.
Il trapianto tardivo su cui era stata applicata si trovava in piena fioritura durante la fase più calda di luglio: nonostante le condizioni critiche, si è registrata un’ottima allegagione. L’azienda riconosce la difficoltà di scindere con certezza l’effetto del prodotto da altri fattori stagionali, ma sottolinea come il risultato sia stato chiaramente superiore alle attese.
Nella fase finale del ciclo, il Nectar Intense ha prodotto osservazioni altrettanto interessanti. Nei filari trattati si è riscontrata una maturazione più omogenea, con una riduzione visiva della percentuale di bacche verdi rispetto alle aree non trattate. I pomodori hanno mostrato inoltre una tenuta migliore alla sovramaturazione, con un anticipo della maturazione complessiva.
Le osservazioni, condotte con metodo puramente visivo, hanno permesso di identificare con chiarezza i prodotti che hanno generato un impatto percepibile sulla coltura. La prova comparativa con Baseos in presemina su circa cinque ettari del totale ha aperto ulteriori spunti di riflessione sull’utilizzo di prodotti ad azione specifica, proponendo delle alternative ai classici prodotti nutrizionali, aspetto che sarà possibile valutare anche nelle prossime annate. Riassumiamo le principali applicazioni osservate anche su altri prodotti.
Baseos orga starter: prodotto ad azione specifica (presenza di batteri specifici del suolo
Utilizzato nella fase di presemina su una parte dell’appezzamento campione (circa 5 ettari), Baseos è stato messo a confronto con la formulazione organica 4-4-8 normalmente impiegata dall’azienda. L’obiettivo era valutare l’effetto sulla struttura biologica del suolo e sullo stato nutrizionale iniziale della coltura. I risultati di questo confronto forniranno indicazioni per le stagioni successive.
Solustar: post-trapianto e accrescimento
Applicato nella fase di accrescimento post-trapianto, Solustar è stato inserito nel programma nutrizionale in abbinamento alla ripresa vegetativa della pianta. Il prodotto consente di mantenere il fosforo disponibile per la pianta grazie alla sua formulazione pH active (brevetto De Sangosse), che consente un’adeguata radicazione anche in condizioni difficili: basse temperature o alta alcalinità.
Fertigofol Ultra e Alcygol: nutrizione fogliare
I due prodotti sono stati impiegati nella fase fogliare intermedia del ciclo, con applicazioni fogliari mirate a supportare la nutrizione della pianta durante l’accrescimento vegetativo e la formazione dei frutti.
Turn On: azione per il controllo delle alte temperature
Il Turn On, prodotto ad azione ombreggiante e antitraspirante, è stato applicato durante la fase di fioritura, in particolare su un trapianto tardivo che si trovava in piena fioritura nel mese di luglio. In un periodo caratterizzato da temperature particolarmente elevate, il trattamento ha coinciso con un’ottima allegagione, con riscontri positivi sulla percentuale di frutti legati rispetto alle attese stagionali.

3Up leaf: biostimolante microbico a base di microrganismi della fillosfera
È stato applicato a livello fogliare alla dose di 0,5 litri per ettaro in una fase intermedia del ciclo. Grazie all’azione dei microrganismi specifici della fillosfera 3Up-Leaf ha consentito alla pianta un maggior capacità fotosintetica che si è tradotta in una maggior vigoria della pianta.
Nectar Intense: maturazione e qualità finale
Il Nectar Intense è stato applicato nella fase finale del ciclo, in prossimità della maturazione. I riscontri osservati in campo hanno evidenziato una maturazione più omogenea delle bacche, con riduzione della percentuale di frutti non completamente rossi al momento della raccolta. Si è rilevato inoltre un anticipo della maturazione complessiva, una migliore resistenza alla sovramaturazione e una riduzione dello scarto.









