Caro gasolio, vivai sotto pressione: «a rischio la filiera del pomodoro da industria»

L'allarme lanciato da Assosementi: DL Carburanti primo passo, ma non basta. A rischio la stabilità del settore del pomodoro da industria

Il caro gasolio continua a mettere sotto pressione i vivai orticoli italiani, proprio nel momento cruciale della produzione e consegna delle piantine di pomodoro da industria per la campagna 2026. A lanciare l’allarme è Assosementi, che, pur accogliendo positivamente le misure introdotte dal DL Carburanti, ne segnala i limiti rispetto alla reale entità dei rincari.

A rischio settore pomodoro da industria

La filiera del pomodoro da industria nazionale vale circa 5 miliardi di euro. In queste settimane i vivai stanno completando le forniture necessarie ai trapianti programmati, fase essenziale per l’avvio della campagna produttiva.

«Accogliamo con favore l’inclusione del gasolio per il riscaldamento delle serre tra i beni coperti dal credito d’imposta del 20% per gli acquisti effettuati a marzo», ha dichiarato Pietro Caggiano, presidente della sezione vivai di Assosementi. «Siamo però preoccupati per il limite di spesa di 30 milioni di euro fissato dal provvedimento, che rischia di essere insufficiente. Se le richieste supereranno questa soglia, il contributo verrà ridotto, lasciando scoperte le imprese proprio nel momento più delicato della campagna».

DL carburanti non basta

«Nonostante l’intervento governativo, il quadro resta critico. Nel mese di marzo il prezzo del gasolio agricolo ha registrato un incremento tale da generare un aumento dei costi di produzione stimato in 50-70 centesimi ogni mille piante. Un aggravio che il credito d’imposta, soprattutto se inferiore al 20%, rischia di non compensare, alla luce della crisi nel Golfo Persico», ha proseguito Caggiano. «A questo si sommano rincari su cui il decreto non interviene: dalla torba, con aumenti nei costi di trasporto dal Nord Europa compresi tra 200 e 400 euro a carico, alla logistica, con il costo del trasporto delle piantine cresciuto tra il 5% e il 10%, fino alle seminiere, con il prezzo del polistirolo aumentato di 0,30 euro a unità dal 1° aprile».

La criticità è amplificata dalla struttura stessa del settore vivaistico: i contratti di fornitura delle piantine sono stati definiti in fase di pre-campagna, quando l’attuale scenario energetico non era prevedibile. A differenza delle materie prime, i cui prezzi si aggiornano rapidamente, i vivaisti si trovano quindi a operare con ricavi già fissati e costi in continuo aumento. «I nostri fornitori adeguano i listini in tempo reale, mentre le aziende vivaistiche restano vincolate a contratti già definiti. Questo squilibrio sta comprimendo drasticamente i margini e mette a rischio la sostenibilità economica delle imprese», ha proseguito Caggiano.

Revisione contratti e clausole di salvaguardia

In questo scenario, Assosementi ha evidenziato la possibilità, per le singole imprese, di valutare, in autonomia e caso per caso, eventuali richieste di revisione dei prezzi sui contratti di pre-campagna, appellandosi alle norme sulla sopravvenuta onerosità per eventi straordinari, nonché di introdurre clausole di salvaguardia nei futuri accordi quadro con le Organizzazioni di Produttori (OP), in conformità con il D.Lgs. 198/2021 e nel rispetto della normativa vigente in materia di concorrenza.

«I vivaisti stanno garantendo il massimo impegno per rispettare le consegne, ma senza un adeguamento dei prezzi e un potenziamento delle risorse destinate al gasolio, la tenuta economica delle aziende e, di conseguenza, dell’intera filiera del pomodoro italiano rischia di essere compromessa», ha concluso Caggiano.

Caro gasolio, vivai sotto pressione: «a rischio la filiera del pomodoro da industria» - Ultima modifica: 2026-04-10T13:15:02+02:00 da Alessandro Piscopiello

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