Floralien di Gent 2026: reportage fotografico tra fiori e allestimenti

Le Floralien di Gent tornano nella storica Floralien Hall con grandi allestimenti botanici, floral design e collezioni spettacolari. Guarda le foto, tra azalee, piante tropicali e scenografie floreali

Per la loro 37esima edizione, con una storia lunghissima, partita quasi per caso nel 1808, sono tornate le Gentsen Floraliën. La prima tra le manifestazioni di settore rivolte al pubblico è ancora oggi una tra le più importanti al mondo: si svolge in una città, Gent in fiammingo o Gand in francese, con un passato glorioso, ultramillenario, e un presente dinamico, terza città del Belgio per popolazione.

Tra le edizioni più memorabili quella del 1913, quando si svolse un’esposizione universale dove, all’interno del Citadelpark, fu costruita appositamente la Floralien Hall, un imponente edificio pensato specificamente per le mostre floreali, con persino un’ala adibita a serra per le piante tropicali.

Successive modifiche con moderni edifici aggiunti per realizzare il centro convegni ICC, la conversione della serra in velodromo e il progressivo decadimento della struttura, avevano portato all’abbandono di questa sede per le Floralien a favore dapprima della struttura Flanders Expo, poi di una “fiera diffusa” in diverse zone della città.

Un parziale restauro della ‘Hall’ ha riportato la manifestazione nella sua sede storica già per l’edizione del 2022: ci sono dei piani ben articolati per riportare questo magnifico esercizio di stile architettonico all’antico splendore, ma saranno necessari un notevole apporto di capitali e molto tempo, anche perché è prevista la demolizione di alcuni di parte dell’Icc e la ristrutturazione del grande padiglione. L’intenzione è quella di far diventare la Floralien Hall una location top per le conferenze internazionali.

Un nuovo layout espositivo

L’edizione del 2022 metteva in pieno risalto l’architettura dell’edificio, rendendo, ad esempio, possibile da una posizione centrale sopraelevata la visione di buona parte della mostra. Quest’anno gli organizzatori hanno invece optato per un layout articolato in tutta una serie di “stanze” che chiudevano un po’ l’orizzonte: ne risentiva quindi il colpo d’occhio che – in manifestazioni di questo tipo – è quello che in genere colpisce maggiormente i visitatori.

L’inaugurazione ha visto la presenza, nella serata del 30 aprile, dei Regnanti del Belgio, Filip e Mathilda: a quest’ultima è stata dedicata una nuova varietà di azalea. ll tema di quest’anno era quello della connessione: le Floraliën hanno voluto rendere omaggio ai superpoteri dei fiori e delle piante nell’avvicinare le persone e nel rafforzare il loro rapporto con l’ambiente. Anche in tempi difficili, la connessione che offrono i nostri prodotti, invitano il pubblico a stabilire nuovi contatti, a prenderci cura gli uni degli altri e a godere della natura che ci collega.

Azalee e rododendri

Ovviamente, a fare da padrone nel padiglione centrale erano le azalee e i rododendri, tipiche produzioni del Belgio e dell’area di Gent in particolare (l’85% delle azalee europee sono prodotte nelle Fiandre), ma non mancavano certo le note di colore delle Bromeliacee o delle orchidee, le foglie grandi o piccole delle piante da appartamento, le collezioni di piante carnivore o di cactacee; molto belli alcuni gruppi di piante arboree. Il tutto in allestimenti spettacolari, vuoi multicolori, vuoi monocromi, alcuni rasoterra, altri a tendere verso il soffitto.

Molti produttori (circa 250 le aziende che hanno contribuito) hanno utilizzato le piante delle loro spettacolari collezioni private: questo anche grazie alla scadenza quadriennale della manifestazione, che consente ai produttori di portare prodotti al top delle loro condizioni. In alcune delle stanze erano presenti anche le creazioni di molti floral designer, per lo più locali ma con anche delle presenze di artisti internazionali. Numerosi premi sono stati assegnati per gli stand, le composizioni e le piante migliori.

All’interno del velodromo, erano riprodotte delle zone “naturali”, con laghetti, bosco e relativo sottobosco. Tra queste, anche il “Prepper’s Garden”: i Prepper sono le persone che in caso di catastrofi (naturali o artificiali) preparano la sopravvivenza della popolazione accumulando scorte e attrezzature, mettendo a disposizione le loro competenze.

Le ricadute sul territorio

L’afflusso è stato notevole nei dieci giorni di apertura (si è arrivati a 75.000 persone) e questo dovrebbe far riflettere sull’utilità per il settore di queste grandi fiere per il pubblico: certo, i visitatori sono per lo più di una certa età, ma questa fascia corrisponde proprio alle persone che acquistano maggiormente piante e fiori. Ma hanno visitato le Floraliën anche molti studenti, quelli che potrebbero essere i futuri clienti per fiori e piante. Gli shop all’uscita erano affollatissimi, con molti acquisti e, di sicuro, anche i garden e i fioristi della zona (e non solo) hanno beneficiato della manifestazione.

Importante anche l’indotto: tutta la città di Gent era interessata con eventi collaterali in diverse location: in particolare ha avuto un notevole successo la mostra “Bloemen van Inkt, Bloemen van Kristal” (Fiori di inchiostro, fiori di cristallo) con diverse collezioni di illustrazioni e di vaserie a tema floreale. I visitatori potevano poi accedere ai vicini Giardini Botanici, con le loro belle serre tropicali e subtropicali. Inoltre, come da tradizione, è stata emessa una serie di dieci francobolli con temi floreali tratti da illustrazioni storiche.

Una composizione con le orchidee
Floralien di Gent 2026: reportage fotografico tra fiori e allestimenti - Ultima modifica: 2026-05-28T17:01:24+02:00 da Alessandro Piscopiello

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