Popillia japonica, strategie di difesa contro una minaccia per il florovivaismo

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Popillia japonica (fonte Crea)
Un seminario organizzato dall’Anve in collaborazione con l’Aipp ha indicato misure fitosanitarie di contenimento e strategie di difesa

Organismo da quarantena altamente distruttivo, Popillia japonica rappresenta una minaccia significativa per il florovivaismo: gli adulti causano defogliazione massiccia, mentre le larve compromettono l’apparato radicale. Un seminario organizzato dall’Associazione nazionale vivaisti esportatori (Anve) in collaborazione con l’Associazione italiana protezione piante (Aipp) ha posto l’attenzione su questo pericoloso fitofago affrontando due temi specifici: l’aggiornamento delle misure fitosanitarie per il contenimento nel vivaismo e le strategie di difesa, cioè gli interventi chimici, biologici e biotecnici lungo la filiera vivaistica.

Popillia japonica è un organismo da quarantena

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Popillia japonica (Servizio fitosanitario Lombardia)

Popillia japonica è importante per la filiera vivaistica perché è un organismo da quarantena, per cui la sua soglia di intervento è pari a zero, ha ricordato Nicola Mori, docente di Entomologia agraria presso l’Università di Verona.

«Dobbiamo evitare la presenza di P. japonica nella filiera florovivaistica e far sì che le produzioni siano esenti da essa. Quindi parliamo di metodi di contenimento che possono aiutare nel controllo di questo insetto. P. japonica svolge un’unica generazione all’anno, sverna come larva nel terreno, la larva si nutre delle radici delle piante erbacee, mentre gli adulti vivono da fine giugno a inizio di settembre. Gli unici stadi aggredibili sono gli adulti in estate e le larve a settembre-ottobre, prima che si approfondiscano nel terreno».

Prevenzione per le piante coltivate sotto protezione fisica

Secondo le misure di prevenzione stabilite dal Reg. Ue 2021/2285 per assicurare l’assenza di infestazioni nel materiale commercializzato, per le piante coltivate sotto protezione fisica (serre chiuse o tunnel coperti con rete) l’indicazione è di tenere le serre chiuse durante il periodo di volo.

«In un’azione condotta in Lombardia abbiamo valutato l’efficacia della protezione fisica totale nella prevenzione delle infestazioni di P. japonica durante il periodo di volo. In una serra coperta con ombreggiante e divisa in settori abbiamo messo a confronto tre tesi:

  • la copertura laterale e delle testate con rete antigrandine 8,5 x 2,8
  • la copertura laterale e delle testate con rete ombreggiante 4,0 x 2,3
  • e l’assenza di copertura.

Abbiamo valutato l’efficacia delle coperture in termini di numero di adulti presenti sulle piante e sulle trappole e in termini di defogliazione. I risultati sono stati un’ottima efficacia delle diverse tipologie di reti testate con assenza di defogliazione, minori costi per le reti antigrandine e l’importanza fondamentale della gestione (apertura/chiusura) e del mantenimento (controllo dell’erba ai lati, rotture) delle reti».

Prevenzione per le piante coltivate in vaso all’aperto

Sempre in osservazione delle misure di prevenzione stabilite dal Reg. Ue 2021/2285 per assicurare l’assenza di infestazioni nel materiale commercializzato, per le piante coltivate in vaso all’aperto l’indicazione è di adottare le seguenti misure:

  • substrato di coltivazione costituito da terriccio commerciale
  • superficie dei vasi protetta, da metà maggio a fine ottobre, con materiale pacciamante che impedisca l’ovideposizione dell’insetto
  • isolamento dei vasi dal terreno sottostante
  • trattamenti insetticidi alla chioma in caso di presenza di adulti.

«Per la seconda misura abbiamo valutato l’efficacia di diversi materiali pacciamanti nella prevenzione delle ovideposizioni di P. japonica delle piante in vaso – ha informato Mori –. Abbiamo testato 13 pacciamanti applicati su piante di vite in vaso con 3-6 cm di spessore: un pacciamante fluido, che non si è dimostrato efficace, e 12 solidi: akadama, cippato di faggio, ghiaia, fibre di canapa, lapilli, miscanto, corteccia di pino, perlite, lolla di riso, vermiculite, cippato di pino e, come controllo, fibra di cocco. Abbiamo messo i vasi in serra chiusa e rilasciato circa 20 individui per pianta. L’effetto densità del pacciamante si è manifestato con diversi esiti:

  • una relazione negativa fra il numero di uova e larve e la densità del pacciame,
  • il pacciame più pesante contiene meno uova e larve di P. japonica
  • le particelle più pesanti sono più difficili da spostare e quindi potrebbero limitare l’accesso di larve e adulti al suolo.

Così abbiamo valutato l’efficacia dei materiali pacciamanti, le proprietà fisiche che influiscono sull’ovideposizione e il ruolo dello spessore del pacciame, oltre all’influenza dell’umidità e della temperatura del suolo. Abbiamo inoltre considerato che il mantenimento da parte del pacciame di un buon livello di umidità favorisce l’attività di nematodi. Infatti i due ceppi di Heterorhabditis bacteriophora che abbiamo testato si sono rivelati efficaci nel ridurre il numero di larve vive nei vasi».

Per i trattamenti insetticidi alla chioma in caso di presenza di adulti sono stati testati diversi prodotti durante il periodo di volo.

«Le prove hanno valutato non solo l’effetto topico degli insetticidi, ma anche quello residuale. Efficacia elevata hanno mostrato le sostanze attive abamectina, acetamipride, clorantraniliprole, deltametrina, etofenprox, indoxacarb e lambda-cialotrina».

Prevenzione per le piante coltivate in pieno campo

Difficoltà oggettive di protezione si hanno per le piante coltivate in pieno campo e destinate alla vendita con pane di terra, ha sottolineato Mori.

«Per esse le misure di prevenzione previste dal Regolamento europeo sono le seguenti:

  • protezione del terreno da metà maggio a fine ottobre: lungo i filari con materiale pacciamante e tra le file con diserbo meccanico o chimico
  • rincalzature, scalzature
  • asportazione, per piante di grossa taglia, dei primi 20 cm di terreno.

Abbiamo realizzato una prova di valutazione dell’efficacia della pacciamatura e delle pratiche colturali per il contenimento della P. japonica nelle piante coltivate in pieno campo in due vivai di Gattinara e Ponderano. Si sono dimostrati efficaci la pacciamatura completa e le quattro fresature con impiego di insetticida e nematodi».

Popillia japonica, strategie di difesa contro una minaccia per il florovivaismo - Ultima modifica: 2026-07-13T12:43:53+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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