Alla riunione dello scorso 5 giugno hanno partecipato Unapa, la Regione Emilia-Romagna e gli operatori commerciali firmatari del Contratto Quadro per la cessione delle patate da consumo fresco, a conferma del ruolo strategico della filiera nel panorama agroalimentare nazionale. Con la chiusura della campagna commerciale delle patate conferite in conto deposito, il bilancio complessivo dell’annata appare positivo: i volumi hanno raggiunto 1.300.000 quintali, pari a circa il 9% della produzione nazionale.
Nonostante le difficoltà del 2025, il sistema del Contratto Quadro ha garantito risultati soddisfacenti, consentendo agli operatori di lavorare in un contesto più stabile e tutelato.
Già a partire da febbraio, i produttori hanno beneficiato di acconti minimi pari a 0,34 €/kg, con una liquidazione finale prossima a 0,42 €/kg, in linea con il prezzo minimo stabilito in fase contrattuale per le produzioni certificate GlobalGap Grasp.
Il ruolo dei prodotti premium nella tenuta del comparto
Un risultato trainato soprattutto dai prodotti premium della Borsa, come Patata di Bologna Dop, Selenella e Iodì, che continuano a rappresentare un elemento distintivo e competitivo sul mercato. Permangono tuttavia alcune criticità, tra cui la flessione delle superfici coltivate in Emilia-Romagna, parzialmente compensata dalle produzioni provenienti da altri areali.
Le criticità agronomiche: elateridi e Cyperus
Sul piano agronomico, il comparto deve continuare a fronteggiare problematiche rilevanti, come i danni provocati dal ferretto e la crescente diffusione del Cyperus esculentus, infestante in espansione sia in Italia sia nel resto d’Europa.
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Mercato europeo e prospettive per la nuova stagione
A livello commerciale, la campagna 2025/2026 ha risentito della sovrapproduzione nei principali Paesi europei, che ha esercitato una forte pressione sui prezzi del mercato del fresco. Più favorevoli, invece, le prospettive per la nuova stagione 2026/2027, avviata sotto buoni auspici, nonostante alcuni episodi di maltempo.
Cipolla, si cerca un nuovo modello organizzativo
Se il comparto pataticolo evidenzia segnali positivi, il quadro appare decisamente più critico per la cipolla, penalizzata sia sotto il profilo agronomico sia commerciale. La mancanza di un sistema organizzato, analogo a quello della patata, limita fortemente la capacità di programmazione: non esiste infatti un controllo strutturato sulle superfici coltivate né sulle disponibilità di prodotto.
La situazione è aggravata da una qualità dello stoccato inferiore alle attese e da un mercato europeo particolarmente competitivo, con esportatori del Nord Europa in grado di immettere sul mercato grandi volumi a prezzi molto bassi.
Ne è derivato un crollo delle quotazioni, scese al di sotto dei costi di produzione, costringendo gli operatori a ricorrere anche all’importazione di prodotto da Paesi extraeuropei per soddisfare la domanda.
Il progetto Goi per rafforzare la filiera della cipolla
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i temi chiave per il futuro delle due filiere, con particolare attenzione alla sostenibilità economica delle aziende.
Per la cipolla, Agripat - in collaborazione con Cepa - ha presentato alla Regione Emilia-Romagna un progetto Goi (Gruppi Operativi per l’Innovazione), con l’obiettivo di replicare il modello organizzativo della patata attraverso l’introduzione di un Contratto Quadro dedicato.
Il progetto punta a migliorare la programmazione delle produzioni, sviluppare strumenti scientifici per l’analisi dei costi, ottimizzare le tecniche agronomiche e rafforzare la distribuzione del valore lungo l’intera filiera.
La Regione Emilia-Romagna ha espresso apprezzamento per un’iniziativa in grado di garantire maggiore efficienza e continuità a un comparto che a livello nazionale interessa circa 7.000 ettari.
Il ruolo strategico della programmazione
È stato inoltre ribadito il sostegno pubblico alla filiera pataticola, attraverso contributi per l’acquisto di tubero-seme certificato, quale riconoscimento del valore strategico del settore. Nel suo intervento, Unapa ha tracciato un bilancio della campagna commerciale appena conclusa, evidenziando come la crisi del mercato europeo sia riconducibile principalmente a due fattori: la mancanza di pianificazione agricola e commerciale e la sottovalutazione della congiuntura economica.
In Italia, nonostante la complessità del contesto, il settore ha dimostrato una buona capacità di tenuta, grazie a una più efficace programmazione degli investimenti e a politiche di filiera integrate. Anche a fronte del significativo aumento dei costi di produzione e confezionamento, il comparto continua infatti a mantenere la propria competitività, proseguendo nel percorso di investimenti.
Il futuro passa dal rafforzamento delle Organizzazioni dei Produttori
“Incontri come questo dimostrano che rappresentiamo una delle filiere più evolute”, ha dichiarato Fausto Bosca di Unapa, l'associazione nazionale dei produttori, sottolineando inoltre la necessità di rinnovare l’Intervento settoriale per le patate anche nella prossima programmazione.
Il rappresentante di Unapa ha quindi richiamato l’attenzione sulle principali sfide future, a partire dal rafforzamento delle Organizzazioni dei Produttori (Op), riconosciute in Italia con il DM del 27 settembre 2023 in recepimento del Regolamento Ue n. 2115/2021.
Le Op, attraverso i programmi operativi, rivestono un ruolo strategico nel concentrare l’offerta, migliorare la qualità e accrescere la competitività commerciale della filiera. In vista dell’entrata in vigore della nuova Pac, è emersa con chiarezza la necessità di non indebolire questo sistema, ma al contrario di consolidarlo, attraverso un impegno condiviso da tutti gli attori della filiera affinché venga riconfermato il relativo meccanismo di finanziamento.
I lavori si sono conclusi in tarda mattinata con l’impegno di mantenere attivo e continuo il confronto tra le parti, a sostegno di sistemi produttivi strategici per il presidio del territorio e per il futuro dell’agricoltura.









