Negli ultimi anni il settore del pomodoro da industria ha mostrato due tendenze ben definite. Da un lato, il miglioramento genetico ha puntato su varietà sempre più produttive e uniformi, ma anche specificamente idonee alla trasformazione industriale, in grado di garantire standard qualitativi elevati per prodotti come polpe, cubettati e triturati. Dall’altro lato, cresce in modo costante la superficie coltivata a pomodoro da industria biologico, che nel 2022 ha raggiunto circa il 10% del totale nazionale, sostenuta anche dalla disponibilità di varietà più tolleranti alle principali avversità.
In questo contesto, l’industria di trasformazione richiede materia prima che risponda a parametri ben precisi: uniformità di pezzatura e forma, colorazione intensa e regolare, consistenza adeguata per ridurre i danni in raccolta e movimentazione, oltre a una corretta composizione delle bacche in termini di zuccheri e acidità. Tutti aspetti fortemente influenzati dalle tecniche colturali adottate in campo.
Tecniche colturali e centralità della nutrizione
Difesa, irrigazione e concimazione incidono in modo determinante sia sulla qualità sia sulle rese produttive, che nel pomodoro da industria possono variare sensibilmente in funzione dell’ambiente pedoclimatico e delle scelte agronomiche, arrivando in alcuni casi a superare i mille quintali per ettaro.
In particolare, numerosi studi hanno evidenziato come la concimazione organica e organo-minerale risulti più efficace rispetto a quella esclusivamente minerale nel migliorare parametri qualitativi come la colorazione e il grado Brix. La disponibilità idrica, inoltre, condiziona fortemente la capacità della pianta di assorbire e traslocare gli elementi nutritivi: stress idrici nella fase di allegagione e accrescimento dei frutti possono compromettere la qualità finale e favorire l’insorgenza di fisiopatie come il marciume apicale.
In un ciclo colturale che si svolge prevalentemente nei mesi più caldi, con elevati stress abiotici, diventa quindi essenziale massimizzare l’efficienza degli elementi nutritivi apportati e sostenere la pianta sin dalle prime fasi di sviluppo.
Preparazione del suolo e concimazione di fondo
L’esperienza maturata in campo evidenzia come le fasi chiave per impostare correttamente la nutrizione del pomodoro da industria siano due: la preparazione del letto di semina con la concimazione di fondo e la concimazione in prossimità del trapianto. Tuttavia, la forte eterogeneità delle aziende – per sesti di impianto, sistemi irrigui, tipologia di trapiantatrici e livello di meccanizzazione – rende difficile proporre uno schema univoco valido per tutti.
Proprio per questo, l’approccio di Agribios parte dal presupposto di offrire soluzioni tecniche flessibili, adattabili alle diverse condizioni aziendali, mantenendo come filo conduttore il rapporto tra pianta e suolo e l’efficienza degli elementi nutritivi. In molti areali, infatti, i terreni risultano poveri di sostanza organica, condizione che limita l’attività biologica del suolo e riduce l’efficacia delle concimazioni tradizionali.
La concimazione organo-minerale assume quindi un ruolo centrale, sia per l’apporto di macroelementi sia per il miglioramento delle caratteristiche chimico-fisiche del terreno. In questa logica si inseriscono due concimi di fondo NPK specificamente individuati per il pomodoro da industria: Ortofrutta 5.9.16 e Biocomplex 6.8.12.


Ortofrutta 5.9.16 si presta in particolare a terreni già discretamente dotati di sostanza organica, mentre Biocomplex 6.8.12, consentito in agricoltura biologica, si caratterizza per un contenuto molto elevato di carbonio organico (23%), ben superiore ai minimi di legge. Questa caratteristica lo rende particolarmente indicato nei terreni poveri, sabbiosi o lontani da centri zootecnici, dove l’apporto di sostanza organica risulta limitato e il rischio di dilavamento degli elementi nutritivi è maggiore.
Entrambi i prodotti sono formulati in micropellet, soluzione che facilita la distribuzione, migliora l’efficacia agronomica e consente una localizzazione più precisa nella zona esplorata dalle radici.
Macroelementi e normativa: l’efficienza come parola chiave
Nel pomodoro da industria, azoto, fosforo e potassio svolgono funzioni determinanti lungo tutto il ciclo colturale. L’azoto è essenziale fin dalle prime fasi di sviluppo, con un picco di assorbimento in pre-fioritura; il fosforo svolge una funzione starter fondamentale per lo sviluppo dell’apparato radicale, soprattutto nei trapianti precoci; il Potassio accompagna la coltura per tutta la durata del ciclo, contribuendo al bilancio idrico della pianta e alla sintesi di zuccheri e pigmenti.
A questi elementi si affianca il ruolo di microelementi come zinco e boro, che influenzano rispettivamente lo sviluppo degli internodi, l’uniformità di fioritura e la vitalità del polline. In questo contesto, la concimazione organo-minerale consente di migliorare l’efficienza degli apporti, aspetto particolarmente rilevante alla luce dei vincoli normativi legati all’utilizzo del Fosforo, che deve essere gestito con estrema attenzione.
Microrganismi utili e sostanza organica: un binomio prezioso che va alimentato
Accanto alla nutrizione minerale, Agribios pone grande attenzione al ruolo dei microrganismi utili. La loro efficacia, tuttavia, è strettamente legata alla presenza di sostanza organica, che ne rappresenta il substrato vitale. In suoli poveri, l’attività microbiologica risulta fortemente ridotta, rendendo necessario un apporto mirato.
Quando l’azienda dispone di attrezzature in grado di effettuare una distribuzione localizzata sulla fila al momento del trapianto, Biosinergy rappresenta la soluzione più mirata. Il prodotto è stato sviluppato specificamente per solanacee, cucurbitacee e fragola e testato anche in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza, evidenziando incrementi produttivi, maggiore uniformità di maturazione, riduzione delle bacche verdi e una migliore tolleranza allo stress idrico.

Nei casi in cui non sia possibile la distribuzione localizzata, l’approccio prevede alternative che agiscono sulla fertilità complessiva del suolo. Fertilsoil apporta sostanza organica umificata e un consorzio selezionato di microrganismi con attività di azotofissazione, solubilizzazione del fosforo e produzione di siderofori, oltre a una quota di Trichoderma che contribuisce allo sviluppo radicale.

In situazioni di terreni particolarmente stanchi o a rischio di patologie telluriche come Fusarium, Sclerotinia o Phytophthora, la scelta secondo l'azienda può orientarsi verso Agri Bio Aktiv, che presenta un contenuto più elevato di Trichoderma, fungo antagonista in grado di esercitare un’azione di biocontrollo, oltre a un effetto stimolante sullo sviluppo della pianta.
Un approccio modulare e adattabile all'azienda
La strategia Agribios per il pomodoro da industria si fonda quindi su un modello "modulare", che parte dalla concimazione di fondo e si adatta alle caratteristiche del suolo, al sistema colturale e alle dotazioni aziendali. Terreni poveri di sostanza organica richiedono un apporto più ricco in carbonio organico, mentre suoli già ben strutturati consentono soluzioni più bilanciate.
Un approccio che mette al centro il suolo come risorsa da preservare e valorizzare, con l’obiettivo di sostenere una coltura ad alta intensità come il pomodoro da industria, migliorandone la resilienza agli stress e garantendo al produttore efficienza produttiva e qualità della bacca.








