Siccità e cuneo salino, il radicchio di Chioggia rischia il tracollo

Radicchio di Chioggia Igp
Il Consorzio di tutela segnala una stagione difficile nel territorio clodiense. Pochi trapianti, semine ritardate e problemi legati alla qualità dell’acqua irrigua alimentano l'incertezza sulla prossima produzione

Il Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp ha lanciato un allarme sulla prossima produzione, minacciata dalla siccità persistente e dall'avanzata del cuneo salino nel territorio clodiense. Secondo le prime stime il calo produttivo potrebbe attestarsi tra il 20 e il 40% rispetto allo scorso anno. La notizia arriva da Chioggianotizie, che ha raccolto la testimonianza di Giuseppe Boscolo Palo, responsabile rapporti esterni del Consorzio.

Una stagione difficile per radicchio e carote

Boscolo Palo descrive una situazione «complessa, che sta penalizzando in primis il radicchio e le carote». Le condizioni climatiche avverse hanno spinto molti produttori a rinunciare al trapianto: «Solo pochi produttori hanno trapiantato radicchio, viste le condizioni climatiche difficili presenti nel territorio». Il risultato è una contrazione degli ettari coltivati e delle rese per ettaro, aggravata secondo il Consorzio anche da un progressivo disaffezionamento verso la coltura del radicchio autunno-invernale.

Manca inoltre un catasto regionale aggiornato sulle superfici orticole della zona, e questo costringe il Consorzio ad affidarsi a stime raccolte sul campo piuttosto che a dati ufficiali. Anche con questo margine di incertezza, la tendenza indicata è una diminuzione produttiva importante rispetto allo scorso anno.

I prezzi restano alti, ma il prodotto scarseggia

La scarsità di prodotto si riflette sui prezzi al consumo, oggi insolitamente elevati per il periodo: tra i 4 e i 5 euro al chilo nei supermercati. Ai produttori del Centro Italia, dove la raccolta è in corso, viene invece riconosciuto un valore molto più basso, tra 1,50 e 1,80 euro al chilo. Una forbice che, secondo il Consorzio, testimonia un mercato povero di prodotto in un territorio che non è riuscito a investire quanto avrebbe voluto.

Anche le carote soffrono il cuneo salino

Le difficoltà non riguardano solo il radicchio. Per le carote, altra coltura simbolo dell'area clodiense, il Consorzio segnala semine ritardate e irrigazioni forzate per far germogliare le piantine. Come se non bastasse, in alcuni casi l'acqua utilizzata si è rivelata troppo salata, a causa dell'avanzata del cuneo salino: le piantine si sono bruciate e le semine sono state rinviate. «È evidente che questo comporta danni notevoli alla produzione», commenta Boscolo Palo.

L'orticoltura della zona di Chioggia, già sotto pressione negli ultimi anni, si trova quindi ad affrontare una nuova fase di incertezza, tra scelte colturali obbligate e una crescente necessità di adattamento ai cambiamenti climatici.

Siccità e cuneo salino, il radicchio di Chioggia rischia il tracollo - Ultima modifica: 2026-09-07T11:59:39+02:00 da Alessandro Piscopiello

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