Editoriale | Orticoltura 6/2026

Quarta gamma, il clima cambia le regole della produzione: serve un nuovo patto di filiera

Temperature elevate, eventi estremi e scarsità d’acqua rendono sempre più difficile garantire continuità e qualità delle produzioni estive. Per la quarta gamma la risposta passa da innovazione, gestione dei dati e collaborazione lungo la filiera

Per molti anni abbiamo parlato del cambiamento climatico come di una sfida del futuro. Oggi è la principale variabile con cui l’agricoltura deve confrontarsi ogni giorno. Chi produce ortaggi per la quarta gamma ne vede gli effetti direttamente nei campi e nelle serre: temperature sempre più elevate, eventi estremi, scarsità d’acqua, costi crescenti e una crescente difficoltà nel garantire continuità produttiva e qualità.

Rosario Rago

Il clima mette alla prova le produzioni estive

Le conseguenze sono ormai evidenti. La valeriana è il caso più emblematico: da anni, nei mesi di luglio e agosto, le condizioni climatiche ne rendono la coltivazione al sud quasi impossibile. Se il mercato richiede prodotto italiano, dobbiamo avere il coraggio di dire che, in alcuni periodi, quel prodotto potrebbe semplicemente non esserci. Anche il lattughino registra rese estive sempre più basse. La rucola, che fino a pochi anni fa consentiva due tagli di buona qualità, oggi nella maggior parte dei casi ne permette uno solo, con produzioni molto inferiori. Piogge improvvise e grandinate compromettono inoltre colture di pieno campo come iceberg e scarole.

Investire per mantenere la continuità produttiva

Le aziende non sono rimaste ferme. Hanno investito in serre più performanti, irrigazione evoluta, ricerca varietale e tecniche innovative. Ma per ottenere in estate anche solo un terzo della produzione invernale servono investimenti molto superiori. A questo si aggiunge la solarizzazione dei terreni, pratica indispensabile per ridurre naturalmente patogeni e infestanti e limitare il ricorso ai fitofarmaci. Una scelta resa ancora più necessaria dalla progressiva riduzione dei principi attivi autorizzati e dai disciplinari sempre più restrittivi della grande distribuzione europea, spesso più severi della stessa normativa.

L’agricoltura non chiede di abbassare gli standard di sostenibilità: chiede che il valore della sostenibilità venga riconosciuto e condiviso lungo tutta la filiera.

Dati e intelligenza artificiale per anticipare il rischio

Accanto agli investimenti agronomici sarà decisivo valorizzare i dati, ormai un patrimonio strategico quanto la terra e l’acqua. L’intelligenza artificiale potrà integrare dati meteorologici, agronomici e produttivi, consentendo di programmare meglio semine, raccolte e forniture. Non eliminerà il rischio climatico, ma permetterà di anticiparlo e gestirlo con maggiore efficacia.

Manodopera e costi aggiungono nuove difficoltà

Le difficoltà non finiscono qui. La manodopera qualificata diminuisce ogni anno e, nei mesi estivi, molti lavoratori rientrano temporaneamente nei Paesi d’origine proprio quando il fabbisogno è maggiore. A questo si aggiunge un contesto geopolitico sempre più instabile, che continua a riflettersi sui costi.

Un nuovo patto per la filiera della quarta gamma

Non possiamo pretendere che l’agricoltura sostenga da sola il costo dell’adattamento climatico: da questa consapevolezza deve nascere un nuovo patto di filiera. Produzione agricola, industria, grande distribuzione e istituzioni devono condividere responsabilità, programmazione e valore.

La quarta gamma è un prodotto vivo, con pochi giorni di vita commerciale: nei periodi più critici, quando produrre costa molto di più e rende molto meno, anche il valore del prodotto deve riflettere questo maggiore impegno.

La quarta gamma è nata come innovazione e continuerà a crescere solo innovando. Quando la natura decide di rallentare, nessuno può accelerarla. Può solo investire, innovare e lavorare insieme agli altri anelli della filiera. È questa la strada per garantire ai consumatori prodotti italiani sempre più sicuri, sostenibili e di qualità.

Quarta gamma, il clima cambia le regole della produzione: serve un nuovo patto di filiera - Ultima modifica: 2026-09-01T11:30:57+02:00 da Alessandro Piscopiello

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