Pomodoro da industria

Nutrizione del pomodoro, fondamentale saper leggere le analisi del suolo

La redditività del pomodoro da industria dipende sempre più da piani nutrizionali basati sui dati, a partire da quelli delle analisi del suolo, che definiscono equilibrio nutrizionale, bilancio dei fabbisogni e strategie di concimazione. Le basi per costruire un piano di concimazione efficace e sostenibile

Il successo produttivo del pomodoro da industria nel panorama agricolo italiano è sempre meno una questione di tecniche tramandate da agricoltore ad agricoltore, ma il risultato di un’integrazione sempre più stretta tra agronomia e innovazione.

Con una produzione nazionale che nel 2025 ha consolidato la posizione dell'Italia come secondo produttore mondiale, superando nuovamente la Cina e ponendosi alle spalle dei soli Stati Uniti, il comparto si trova a fronteggiare sfide sempre più complesse.

Le fluttuazioni climatiche, caratterizzate da ondate di calore estreme e regimi pluviometrici irregolari, unitamente alla necessità di incrementare l'efficienza d'uso delle risorse, impongono un passaggio definitivo dai protocolli di concimazione empirici a piani nutrizionali basati sul dato analitico e sulla fisiologia della pianta.

La redditività della coltura dipende oggi dalla capacità di ottenere un equilibrio tra rese elevate, che negli ibridi moderni possono superare agevolmente le 100-120 t/ha e i parametri qualitativi richiesti dall'industria della trasformazione. In questo contesto, l'analisi del suolo e la redazione di un piano di concimazione non sono più semplici adempimenti burocratici legati ai Disciplinari di Produzione Integrata, ma strumenti diagnostici fondamentali per ottimizzare l'investimento nei mezzi tecnici e ridurre l'impatto ambientale.

In questo senso, la nutrizione riveste un ruolo fondamentale, ponendo le basi, nelle sue metodologie tecniche più recenti, per un'agricoltura di precisione ben fatta. La costruzione di un piano di concimazione razionale, che serve per attuarla al meglio, deve necessariamente partire da una conoscenza profonda del suolo dell'appezzamento.

Scopri l'importanza delle analisi del suolo nel contesto della nutrizione integrata del pomodoro da industria 

L'analisi del suolo

L'analisi in laboratorio (solitamente valida per 2-5 anni in base al tipo di terreno) rappresenta la "fotografia" chimico-fisica del terreno e permette di identificare i fattori limitanti che potrebbero compromettere l'assorbimento dei nutrienti, indipendentemente dalle quantità distribuite. È fondamentale procedere a campionamenti rappresentativi per aree omogenee, preferibilmente tramite mappature georeferenziate, per individuare la variabilità intrinseca dell'appezzamento. È importante, inoltre, avere sempre i riferimenti specifici dei metodi impiegati per l'esecuzione delle analisi al fine di poterne dare un'opportuna interpretazione.

Caratteristiche fisiche e importanza della tessitura

La tessitura del suolo è il primo parametro da considerare, poiché influenza la capacità di ritenzione idrica, l'aerazione e la mobilità degli elementi nutritivi. Il pomodoro da industria predilige terreni di medio impasto, capaci di ospitare un apparato radicale che, sebbene possa raggiungere 1,5 m circa di profondità, esplora prevalentemente i primi 60-70 cm.

Un suolo ben strutturato garantisce il corretto rapporto tra macroporosità (fondamentale per lo scambio gassoso radicale) e microporosità (riserva idrica). Nei terreni argillosi o compattati, il rischio di anossia radicale è elevato, portando al blocco dello sviluppo vegetativo e, nei casi più gravi, alla morte delle piante per asfissia, specialmente nelle fasi critiche post-trapianto.

Parametro fisico Interpretazione agronomica Impatto sulla concimazione
Sabbia (> 60%) Terreni sciolti, rapido riscaldamento, bassa ritenzione idrica Necessità di frazionamento estremo dell'azoto e del potassio per evitare lisciviazione.
Limo (20-50%) Rischio di formazione di crosta superficiale e compattamento Difficoltà di emergenza e asfissia radicale in caso di piogge intense.
Argilla (> 35%) Alta capacità di scambio, ma rischio di ristagni idrici Concimazioni di fondo più consistenti; attenzione alla gestione dell'azoto in post-trapianto.

Reazione del suolo (pH) e biodisponibilità

Il pH è un parametro fondamentale che regola la biodisponibilità degli elementi minerali, in particolare fosforo e microelementi. L'intervallo ottimale per il pomodoro da industria è compreso tra 6,0 e 7,2. Al di fuori di questo range, si verificano squilibri significativi:

  • Suoli acidi (pH < 5,5): Possibile tossicità da alluminio o manganese; scarsa disponibilità di calcio, magnesio e fosforo.
  • Suoli alcalini (pH > 7,8): Forte insolubilizzazione del fosforo (che precipita formando fosfati tricalcici) e blocco dei microelementi (ferro, zinco, manganese), con conseguente comparsa di clorosi.

In presenza di terreni alcalini e calcarei, è notevolmente ridotta la capacità naturale di acidificazione della rizosfera delle piante e la presenza di calcare rappresenta un ulteriore problematica per la biodisponibilità degli elementi, in particolare il fosforo.

Leggere le analisi del terreno correttamente

L'interpretazione delle analisi non deve fermarsi alla semplice dotazione dei singoli elementi (espressa in ppm o mg/kg), ma deve analizzare l'equilibrio degli elementi minerali all'interno del complesso di scambio e i rapporti tra le basi di scambio (Ca, Mg, K, Na) per prevedere possibili criticità dovute ad antagonismi in fase di assorbimento.

La sostanza organica

La sostanza organica, sebbene tipicamente presente in bassa percentuale (1-3%) nei terreni agricoli è fondamentale per garantire la funzionalità dei suoli, mantenendo la loro funzione ecosistemica e permettendo la chiusura dei cicli biogeochimici degli elementi in un contesto reale di economica circolare.

Da un recente report dell’Osservatorio europeo per il suolo il 47% dei suoli italiani si trova in uno stato di cattiva salute; una delle principali cause, seconda solo all’erosione in termini d’importanza, è la perdita di sostanza organica (figura 1)

Figura 1 - Principali fattori di degrado dei suoli italiani. Tradotto da: Montanarella L., La salute del suolo in "Il suolo italiano al tempo della crisi climatica", Rapporto 2023, Re Soil Fundation pp 12-25

Inoltre, secondo dati Fao i terreni che presentano livelli di sostanza organica inferiori al 1,7% sono soggetti a progressivi processi di desertificazione con conseguente perdita delle funzionalità ecosistemiche proprie del suolo (figura 2).

Figura 2 - Effetti della riduzione della Sostanza Organica sulle proprietà chimiche, fisiche e biologiche dei terreni. Fonte: Ciavatta, Marzadori, Muzzon Lo stato di salute dei suoli in Italia (2024)

All’interno di questo contesto operativo è quindi di fondamentale importanza l’apporto pre-trapianto di sostanza organica umificata (per esempio tramite cover crop e ammendanti).

Nel corso della coltivazione, con particolare attenzione sempre alle fasi successive al trapianto sino alla fioritura, possono inoltre essere utilmente impiegati specifici formulati in fertirrigazione per l’apporto di sostanza organica umificata in sinergia con le concimazioni minerali, in particolare:

  • Sospensioni concentrate a base di leonardite micronizzata: presentano un pH sub-acido e possono essere anche combinate a concimi spiccatamente acidi come urea fosfato e acido fosforico. Presentano un’elevata concentrazione in acidi umici e fulvici ma conservano anche una buona concentrazione in umina, frazione delle sostanze umiche a elevato contenuto in carbonio organico. (approfondisci)
  • Soluzioni liquide a base di estratti umici: presentano un pH alcalino ma possono essere miscelate tranquillamente con prodotti come il fosfato monoammonico o fertilizzanti completi NPK, si caratterizzano per un buon contenuto in acidi umici e fulvici, nelle fasi iniziali andrebbero privilegiati formulati con rapporto acidi umici/fulvici 2:1 per il miglioramento delle caratteristiche chimico-fisiche della rizosfera necessario all’ottimale attecchimento delle piantine appena trapiantate. (approfondisci).

Infine, vale la pena ricordare che la valutazione del contenuto in sostanza organica di un terreno è bene che venga effettuata considerando a sistema anche altri parametri analitici quali il contenuto in argilla e del calcare non appiattendo il ragionamento su valori soglia (come il 2%) che, seppur utili, banalizzano l’interpretazione agronomica del dato (figura 3).

Figura 3 - Grafico per l'interpretazione del contenuto in sostanza organica di un terreno in funzione della percentuale in argilla e del contenuto in calcare. Rielaborata da documentazione interna Haifa

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Capacità di scambio cationico

La Csc rappresenta la capacità di un terreno di trattenere elementi minerali carichi positivamente (cationi); nella maggior parte dei terreni italiani solitamente il 95-98% della Csc è occupato da Calcio (Ca2+), Magnesio (Mg2+) e Potassio (K+), tuttavia possono esserci casi in cui parte di questa venga occupata da:

  • Sodio (Na+), specialmente nei terreni prossimi alla costa o nei quali venga abitualmente applicata a scopi irrigui acqua salmastra con elevati contenuti in Sodio. Il Sodio, oltre a essere un elemento destrutturante, presenta uno specifico antagonismo in assorbimento con il Potassio (K+) e può risultare direttamente fitotossico. In funzione della sua presenza rilevante (già da 5-7% della Csc) si possono consigliare interventi irrigui dilavanti combinati a prodotti specificatamente studiati per complessare il Sodio e permetterne un più facile dilavamento, come per esempio HaifaStim Revena.
  • Acidità di scambio (H+), solamente nei terreni sub-acidi e acidi, una parte dell’acidità (H+) può essere trattenuta all’interno della Csc occupando i siti di scambio altrimenti propri delle basi di scambio (Calcio, Magnesio, Potassio, Sodio).

Il valore della Csc può quindi rappresentare anche la maggiore o minore capacità di un terreno di beneficiare delle concimazioni di fondo:

  • Terreni con bassa Csc  (≤ 10 meq/100 g): impongono un elevato frazionamento delle dosi per evitare perdite per lisciviazione degli elementi, le concimazioni di fondo con concimi con Azoto a cessione controllata vengono particolarmente valorizzate.
  • Terreni con medio-alta Csc (15-20 meq/100 g o superiore): permettono di apportare un maggior quantitativo di unità fertilizzanti in pre-trapianto grazie all’elevata capacità del terreno di trattenere gli elementi nutritivi, si consiglia comunque di impiegare concimi di fondo con Azoto a cessione controllata per evitare perdite per lisciviazione dell’azoto nitrico, carico negativamente e quindi non trattenuto dal terreno.

Gli antagonismi cationici

La dotazione in termini assoluti (ppm o mg/mg) di Calcio, Magnesio e Potassio all’interno di un terreno è un’informazione sicuramente utile, ma risulta poco d’aiuto nella pianificazione delle concimazioni se non la si valuta anche come concentrazione in meq/100 g all’interno della Csc e nei rapporti reciproci.

Per esempio, esistono tabelle specifiche che parametrano la dotazione ottimale di questi elementi in funzione del livello di Csc:

Tabella 1 - Classificazione dei suoli in base ai contenuti di potassio, magnesio e calcio scambiabile secondo lo schema interpretativo di Arpav, considerando un terreno con media Csc e con equilibrato rapporto Mg/K. - Da "L'interpretazione delle analisi del terreno", Veneto Agricoltura (2007).
Giudizio Potassio
mg/kg
Magnesio
mg/kg
Calcio
mg/kg
Molto scarso <40 <50 <1000
Scarso 40-80 50-100 1000-2000
Medio 80-120 100-150 2000-3000
Buono 120-180 150-200 3000-4000
Ricco 180-240 200-250 4000-5000
Molto ricco >240 >250 >5000

In seconda battuta, si può valutare la concentrazione ottimale in percentuale dell’elemento sulla Csc:

  • Calcio: 70-85% della Csc
  • Magnesio: 7-10% della Csc
  • Potassio: 2,5-5% della Csc

Infine, occorre provvedere al calcolo di rapporti specifici tra la concentrazione degli elementi (espressa come meq/100 g) per valutare eventuali antagonismi:

Tabella 2 - Rapporti tra Magnesio e Potassio, Calcio e Magnesio (in meq/100 g): range ottimali e antagonismi
Rapporto Range ottimale Antagonismi
Mg/K 2-3 > 5 possibile carenza in K
< 1 possibile carenza in Mg
Ca/Mg 8,5-10 >10 possibile carenza in Mg

Il diagramma di Mulder

Dal diagramma di Mulder si può dedurre come qualsiasi intervento con fertilizzanti in funzione di correggere una carenza nel corso della stagione potrebbe non sortire gli effetti desiderati, specie se l’intervento fertilizzante non è supportato da analisi di laboratorio che diano un quadro completo dei principali nutrienti.

Il bilancio nutrizionale: calcolo dei fabbisogni reali

Il piano di concimazione deve essere redatto seguendo il metodo del bilancio, un approccio contabile che mira a pareggiare le asportazioni della coltura con gli apporti dei fertilizzanti, al netto delle perdite ambientali e delle riserve del suolo.

Per calcolare il fabbisogno, è necessario definire un obiettivo di produzione realistico (Y). Gli ibridi moderni di pomodoro da industria asportano nutrienti in proporzioni ben precise.

Elemento Asportazione
per tonnellata (kg/t)
Fabbisogno
per 100 t/ha (kg/ha)
Azoto (N) 2,3 - 2,6 230 - 260
Fosforo (P2O5) 0,8 - 1,2 80 - 120
Potassio (K2O) 3,8 - 4,5 380 - 450
Calcio (CaO) 3,5 - 4,0 350 - 400
Magnesio (MgO) 0,4 - 0,6 40 - 60
Zolfo (SO3) 0,6 - 1,2 60 - 120

Le asportazioni non sono lineari durante il ciclo. Oltre il 50% dell'assorbimento totale avviene tra i 40 e i 70 giorni dal trapianto, in corrispondenza dell'ingrossamento delle bacche dal primo al quarto palco fiorale.

Entrate e uscite nel bilancio

L'equazione di bilancio semplificata utilizzata per l'azoto nei disciplinari regionali (es. Emilia-Romagna, Campania) tiene in considerazione diversi fattori.

  1. Fabbisogno: resa attesa x asportazione specifica.
  2. Apporti dal suolo: include l'azoto minerale residuo e l'azoto mineralizzato dalla sostanza organica durante il ciclo. Il coefficiente di mineralizzazione varia tipicamente tra 0,7% e 2,0% annuo.
  3. Apporti da precessione e ammendanti: se il pomodoro segue una leguminosa (es. medica o pisello), è possibile conteggiare un credito di azoto tra 15 e 60 kg/ha.
  4. Efficienza dei fertilizzanti (K): non tutto il concime distribuito viene assorbito. L'efficienza per l'azoto minerale è stimata intorno al 70-80%, mentre per il fosforo e il potassio è più bassa a causa dei fenomeni di retrogradazione e fissazione.

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Casi studio e disciplinari

La redazione del piano deve tenere conto delle specificità territoriali e dei Disciplinari di Produzione Integrata vigenti, che impongono limiti massimi di azoto, fosforo e potassio per ettaro.

Emilia-Romagna

Basandosi sul disciplinare 2025 dell'Emilia-Romagna, per un obiettivo di 80-100 t/ha su terreno con dotazione normale, la dose standard di azoto è fissata a 150 kg/ha. Ma:

  • È possibile aggiungere fino a 40 kg/ha di azoto in caso di successioni a cereali con paglia interrata o in annate con forti piogge invernali che hanno causato dilavamento.
  • Si devono sottrarre unità se si è apportato ammendante organico o se la successione prevede una leguminosa.

Al Sud importante analizzare anche l'acqua di irrigazione

Nel Sud Italia, le temperature elevate rappresentano il principale fattore limitante. La gestione della fertirrigazione deve essere accoppiata a volumi irrigui precisi per evitare picchi di salinità. Il Disciplinare della Campania 2024 sottolinea l'obbligo di analizzare anche l'acqua di irrigazione, poiché l'apporto di nitrati e calcio tramite l'acqua può essere significativo e deve essere sottratto dal bilancio complessivo.

Strategie nutrizionali

Per massimizzare la redditività del pomodoro da industria, l'agronomo e il produttore devono adottare una visione olistica del sistema suolo-pianta. Il piano di concimazione non è un documento statico, ma una strategia dinamica che si adatta all'andamento stagionale.

  • Pianificazione analitica: mai procedere senza un'analisi del suolo aggiornata (valida solitamente per 2-5 anni).
  • Precisione nel fondo: utilizzare tecnologie a cessione controllata per ridurre le perdite e garantire nutrimento nelle prime fasi.
  • Frazionamento in fertirrigazione: seguendo le curve di asportazione reali e monitorando l'Ec della soluzione circolante.
  • Integrazione biostimolante: utilizzare i biostimolanti come strumenti di prevenzione dello stress termico e per aumentare la Nue, specialmente in contesti di riduzione degli input chimici.
  • Qualità finale: gestire gli apporti di potassio e calcio nelle fasi finali per garantire all'industria un prodotto con elevato grado Brix e ottima consistenza, parametri che determinano il prezzo finale del pomodoro.

 

Nutrizione del pomodoro, fondamentale saper leggere le analisi del suolo - Ultima modifica: 2026-01-26T17:33:07+01:00 da Alessandro Piscopiello

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