Le rappresentanze della filiera pataticola dell’Emilia-Romagna hanno raggiunto l’accordo per la firma del Contratto Quadro sottoscritto il 24 marzo tra le Op Agripat, ApoFruit Italia e Patfrut, gli operatori commerciali privati rappresentati da Fruitimprese (Baschieri Rino srl; Fuitem & Orsini Fruttaexport srl; Leonesi srl; Marmocchi Angiolino srl; Ortofrutticola Parma srl; Pizzoli Spa; Romagnoli Fratelli Spa) Orsini Ercole srl e la Cooperativa Cico, per le campagne di raccolta 2026, 2027 e 2028.
La firma è avvenuta alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi, presso la sede della Regione Emilia-Romagna.
Obiettivi del contratto quadro
Gli obiettivi principali del Contratto quadro sono quelli di fornire ai consumatori la
garanzia di acquistare patate di elevata qualità e di assicurare ai diversi soggetti della
filiera un’equa e trasparente remunerazione.
Tra i passaggi principali di questo accordo è, da sempre, presente l’impegno alla
coltivazione delle patate, che rappresenta un vero e proprio contratto firmato
dall’agricoltore, dall’Op Agripat e dagli operatori commerciali privati. Tale sistema è stato
precursore di quanto richiesto, solo negli ultimi anni, dalla legge sulle pratiche sleali nel
commercio agricolo.
Il valore di questo sistema ben consolidato, costituitosi negli anni '80, ha raccolto sempre
più consensi da parte dei produttori della regione Emilia-Romagna, soprattutto in anni
caratterizzati da crisi di mercato. Il contratto quadro appena firmato permette a tutti i
coltivatori italiani di associarsi alle Op e farne transitare i propri raccolti beneficiando
delle garanzie previste.
Prezzi, qualità e sostenibilità
L’impegno delle parti è orientato a individuare una definizione del sistema di
remunerazione sempre più aggiornato ai costi di produzione, che dovrà prestare sempre
maggior attenzione agli aspetti qualitativi del prodotto, alla luce di nuove avversità dovute
anche ai cambiamenti climatici.
Altro aspetto da evidenziare è l’impegno delle parti nel definire un prezzo minimo da
applicare in caso di forti squilibri di mercato che comportino una cessione del prodotto in
conto deposito al di sotto dei costi di produzione.
Ruolo tecnico e coordinamento di filiera
Continua poi l’attività del Comitato Tecnico Agronomico (Cta), che coordina e sviluppa
azioni di tipo tecnico sia sul fronte produttivo che della conservazione, per aumentare
l’omogeneità di comportamento degli operatori e alzare il livello di qualità del prodotto
immesso sul mercato. Il filo conduttore di queste attività è caratterizzato dallo scambio di
informazioni tra i tecnici e i consulenti di campo dei produttori.
Regole contrattuali e standard produttivi
Viene infine confermato il funzionamento generale del contratto quadro: i produttori
sottoscrivono, attraverso le Op, contratti con i commercianti utilizzando un modello
condiviso. Il contratto conferma inoltre il rispetto del disciplinare di Produzione Integrata
delle singole regioni di riferimento dei produttori aderenti come standard per tutta la
produzione contrattualizzata, al quale si aggiungono i disciplinari di produzione del
Consorzio di tutela Patata di Bologna Dop e quelli richiesti per ottenere marchi
commerciali.
È prevista, inoltre, l’incentivazione e l’assistenza per i produttori interessati a
implementare sistemi di certificazione volontaria tipo GlobalGap/Grasp.
Borsa patate e formazione del prezzo
Il documento appena confermato sancisce l’importanza dei lavori della commissione di
Borsa Patate, che si riunisce con cadenze ben definite. Queste sedute sono convocate e
coordinate dal Cepa (Centro Documentazione della Patata) e vedono coinvolti tutti i
firmatari.
Queste riunioni sono occasione di confronto sullo stato delle colture in campo, ma
soprattutto sulle giacenze dei raccolti, e forniscono le informazioni utili alla formazione del
prezzo di riferimento in base al mercato nazionale ed estero.
Il prezzo minimo di remunerazione al produttore sarà sempre rappresentato dall’80% del
riferimento concordato entro il mese di settembre.
Valore minimo in caso di crisi
In un addendum al contratto viene aggiornato il valore minimo che, in occasioni di gravi
crisi di mercato, dovrà essere di 0,30 €/kg per i primi 300 quintalidi prodotto di prima qualità, certificato GlobalGap, conferito in conto deposito tramite l’Op Agripat.










