Distretti e filiere

Il Distretto ortofrutticolo del Sud-Est Sicilia diventa una piattaforma di filiera e innovazione

La presentazione del modello Doses durante la seconda edizione del Frutech, tenutasi a Catania
Il Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia evolve da semplice aggregazione produttiva a ecosistema di filiera integrata. I dati dell’Osservatorio 2025 e il Progetto Nodo delineano un modello territoriale fondato su sostenibilità, digitalizzazione, servizi condivisi e innovazione tecnologica, capace di affrontare le sfide economiche, ambientali e sociali del comparto ortofrutticolo.

Nel Sud-Est della Sicilia si sta affermando un modello territoriale che supera la tradizionale logica dell’aggregazione tra produttori agricoli, evolvendo verso un vero e proprio ecosistema di filiera. Il Consorzio Doses (Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia), nato nel 2010 come consorzio senza scopo di lucro e riconosciuto ufficialmente come distretto produttivo nel 2020 con decreto dell’Assessorato regionale alle Attività produttive della Regione Siciliana, rappresenta oggi uno dei principali sistemi ortofrutticoli del Mezzogiorno.

Con sede a Vittoria (Rg), Doses riunisce oltre 170 imprese distribuite in cinque province siciliane, con una forte concentrazione soprattutto nel ragusano (circa il 70%), coprendo l’intera filiera agroalimentare: dalla produzione primaria alla logistica, dalle infrastrutture ai servizi avanzati per l’agroindustria.

I numeri dell’Osservatorio Doses 2025

I dati dell’Osservatorio Doses 2025, elaborati su un campione di circa cento imprese aderenti, mostrano l’immagine di un sistema economicamente solido ma consapevole delle sfide future. Il fatturato totale supera i 450 milioni di euro, mentre la superficie complessiva coltivata va oltre i 3mila ettari, con una distribuzione non molto dissimile tra coltivazioni in serra (1.582 ha) e pieno campo (1.439 ha).

Oltre il 60% delle imprese ha osservato un incremento del fatturato nel biennio 2023-2024, confermando una buona capacità di resilienza in un contesto caratterizzato da instabilità economiche e pressioni climatiche. La produzione è destinata per circa l’80% al mercato interno, mentre il restante 20% viene esportato, principalmente verso Germania, Francia e Gran Bretagna.

Integrazione di filiera e sostenibilità operativa

Uno degli elementi qualificanti del modello Doses è la crescente integrazione verticale della filiera. Il 41% delle aziende di produzione primaria ha incluso nelle proprie attività le fasi di confezionamento, trasformazione e commercializzazione, con l’obiettivo di trattenere valore aggiunto sul territorio.

Dal punto di vista colturale, il 57% delle superfici è destinato all’orticoltura (pomodoro, melanzana, zucchina, carota e patata), mentre il 37% è dedicato alle colture frutticole, garantendo una diversificazione stagionale strategica. Accanto alla coltivazione convenzionale (71%), cresce l’adozione di agricoltura biologica (17%) e di sistemi fuori suolo (12%).

La transizione verso modelli produttivi più sostenibili è confermata dall’adozione diffusa di pratiche e tecnologie innovative:

  • il 52% delle imprese utilizza energie rinnovabili,
  • il 66% ha ridotto l’uso di fitofarmaci,
  • il 43% impiega sensori ambientali abbinati all’irrigazione di precisione e
  • il 28% ha introdotto il riutilizzo delle acque piovane.

Il Progetto Nodo: infrastruttura fisica e digitale del distretto

All’interno di questo percorso evolutivo si inserisce il Progetto Nodo (Nuovi Orizzonti per il Distretto Orticolo Sud Est Sicilia), una strategia strutturata che mira a trasformare Doses in un hub multifunzionale di servizi condivisi. Come illustrato dal direttore Gianni Polizzi in occasione della seconda edizione di Frutech a Catania, il Nodo integra infrastrutture fisiche, digitali e organizzative a supporto delle imprese associate.

Il progetto prevede prima di tutto la realizzazione di un centro distrettuale per lo stoccaggio temporaneo delle biomasse vegetali, generate a fine ciclo produttivo dalle aziende agricole aderenti. L’intervento comprende l’allestimento di un’area dedicata alla raccolta e alla gestione logistica delle biomasse, con la costruzione di una serra di circa 2mila mq, dotata di copertura in telo antigoccia a bassa reazione al fuoco, destinata allo stoccaggio del materiale vegetale conferito dai consorziati.

Per ottimizzare le operazioni di gestione, movimentazione e tracciabilità dei flussi in ingresso, è previsto l’acquisto di sistemi di pesatura per il controllo quantitativo dei materiali e di un sollevatore telescopico per la movimentazione e l’organizzazione delle biomasse all’interno della struttura. Le biomasse stoccate saranno successivamente avviate a processi di valorizzazione e riciclo, attraverso accordi con startup innovative del territorio, specializzate nella separazione dei residui plastici e nelle successive fasi di trattamento, in un’ottica di economia circolare.

Si prevede, inoltre la realizzazione di infrastrutture abitative e programmi di formazione per la manodopera, anche attraverso accordi internazionali come quello avviato con il Camerun. Le imprese possono così accedere a personale formato e qualificato, rispondendo a uno dei principali nodi critici del comparto.

Infrastrutture digitali, marketing e hub tecnologico

Parallelamente, il Progetto Nodo include lo sviluppo di infrastrutture digitali e di marketing, a partire dalla definizione di una nuova immagine coordinata del distretto. L’identità visiva richiama i concetti di unione, appartenenza e forza vitale dell’agricoltura, rappresentati simbolicamente dalla mano e dal sole.

Il cuore dell’innovazione digitale è rappresentato dalla creazione di un hub tecnologico a supporto delle aziende socie, articolato in tre piattaforme integrate per la commercializzazione delle produzioni (Doses Shop), piattaforma di e-commerce distrettuale; per la gestione condivisa delle risorse (Doses Booking); per il monitoraggio dei processi produttivi agricoli basata sulla tecnologia blockchain e identificazione tramite Qr code (Doses Tracking).

Tracciabilità, Dss e quaderno di campagna digitale

Un ulteriore asse strategico dell’innovazione è la collaborazione con Evja, startup agritech fondata nel 2015, specializzata in soluzioni di agricoltura di precisione basate su sensori, modelli predittivi e intelligenza artificiale. Grazie a questa partnership, Doses sta sviluppando un sistema integrato di tracciabilità digitale e supporto alle decisioni (Dss), in grado di monitorare microclima, stato idrico, sviluppo colturale, stima delle rese e, in prospettiva, anche il bilancio delle emissioni di CO₂.

Tra gli sviluppi più rilevanti rientra la digitalizzazione completa del quaderno di campagna, il cui obbligo è stato prorogato al 1° gennaio 2027. La gestione digitale consente alle aziende di semplificare gli adempimenti, migliorare la conformità normativa e dedicare più tempo alle attività in campo, mentre il sistema gestisce scadenze, registrazioni e report.

Un distretto consapevole delle sfide future

Sul piano delle prospettive, l’Osservatorio 2025 evidenzia un clima di incertezza che non è paralizzante, ma comunque diffusa: il 51% delle imprese si dichiara incerto sull’andamento futuro, mentre il 45% mantiene una visione positiva. I cambiamenti climatici rappresentano il principale fattore di trasformazione (56%), seguiti dall’innovazione tecnologica, dal ricambio generazionale e dall’evoluzione dei modelli di consumo.

Permangono criticità legate alle infrastrutture logistiche, alla gestione delle risorse idriche, alla disponibilità di manodopera qualificata e alla tutela del Made in Italy. A queste sfide, le imprese del distretto rispondono con investimenti in sostenibilità, digitalizzazione e cooperazione di filiera, confermando Doses come un laboratorio territoriale avanzato, in cui competitività, innovazione, responsabilità ambientale e sociale diventano delle leve strategiche integrate.

Il Distretto ortofrutticolo del Sud-Est Sicilia diventa una piattaforma di filiera e innovazione - Ultima modifica: 2026-01-27T10:14:59+01:00 da Alessandro Piscopiello

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