
Orientare le scelte dei produttori e vincere la sfida climatica: la ricerca agronomica nella sperimentazione in campo è lo strumento chiave per garantire il futuro dell'orticoltura.
Una sperimentazione in Friuli nel 2025 ha visto protagoniste oltre 120 varietà di diverse specie orticole, tra patate, fagioli, cavolfiori, lattughe, cipolle e zucche. I risultati presentati qualche giorno fa durante il tradizionale appuntamento dei 'Pomeriggi Orticoli', a Villa Manin di Passariano (Ud), hanno permesso di mappare con precisione le combinazioni vincenti tra cultivar produttive e tecniche colturali a basso impatto, in diverse condizioni pedoclimatiche del territorio. Le attività di ricerca sono state condotte da Ersa Fvg (Agenzia Regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli-Venezia Giulia), che collabora con le aziende del territorio supportando da anni l’innovazione nella filiera.
Patata, contro gli elateridi varietà...
Tra temperature sopra la media e fenomeni estremi come grandine e alluvioni, oggi diventati la norma, le produzioni in pieno campo sono pesantemente a rischio.
Le ricerche condotte dai tecnici dell'Ersa Raffaela Petris, Valentina Cacitti e Federico Capone sottolineano l'importanza della resilienza varietale alle fisiopatie e fitopatie, in annate segnate da siccità e picchi di temperatura sopra i 30 °C tra giugno e luglio (figura 1).

Dalle prove di confronto varietale su patata, tra la pianura di Ovoledo (Pn) e la montagna di Cavazzo Carnico (Ud), è emerso che le varietà medio-tardive resistono meglio agli stress, spostando la fase critica della tuberogenesi oltre i calori di giugno. La varietà Country si è distinta con produzioni sopra la media in entrambi i siti, mentre il clone 644-15-11 in pianura, con 431 q/ha di prima scelta. Le produzioni montane hanno garantito una resa media in q/ha e una qualità in termini di sostanza secca (+42%, +3%, rispettivamente) superiore alla pianura premiando varietà come HZA-14-1447 varietà a pasta bianca (536 q/ha) e Fidelity con il contenuto massimo di sostanza secca (22,5%). La ricerca ha evidenziato che la scelta varietale influisce anche sulla suscettibilità ai parassiti come gli elateridi, una minaccia a livello internazionale, con la varietà Kerren risultata la meno appetibile in entrambi gli areali.
...rotazioni e cover crop
«Un investimento vincente nella lotta agli elateridi è un approccio integrato con rotazioni e cover crops, le colture di copertura», ha sottolineato nel suo focus dedicato Valentina Cacitti, «capace di sopperire alla carenza di concimi organici e di migliorare la struttura del terreno nel tempo». Tra le soluzioni testate spicca la Crotalaria juncea, leguminosa che sembra esercitare un’azione repellente sull’attività trofica delle larve (foto 1). Oltre alla difesa è capace di dominare le infestanti con una produzione imponente di biomassa, che apporta sostanza organica e protegge il suolo dall'erosione durante l’inverno; tuttavia, non perdona ritardi nella semina ed è fondamentale la trinciatura quando la pianta è ancora verde.

Anche il grano saraceno sembrerebbe avere un'azione meccanica di "consumazione" contro l'apparato boccale delle larve, ostacolandone lo sviluppo, come presentato in uno studio canadese. Il suo ciclo corto permette una maggiore flessibilità operativa, inserendosi in rotazione a cereali autunno-vernini. Tra le operazioni colturali, la cimatura potrebbe essere molto utile a prolungare l'accrescimento radicale e, di conseguenza anche l'azione protettiva. Il grano saraceno può anche essere destinato alla vendita, offrendo un potenziale utile come coltura da reddito.
Ricerca per il territorio
Potenziare il mercato locale significa estendere il calendario di offerta di ortaggi dall’alto profilo nutrizionale, come i cavolfiori, ricchi di fitocomposti benefici, come glucosinolati e minerali, come il calcio. A Romans d’Isonzo (Go), il confronto tra varietà a diverso periodo di maturazione, illustrato da Raffaela Petris, ha dimostrato che una pianificazione attenta garantisce continuità produttiva da ottobre a fine dicembre.
Nonostante l’autunno critico con grandine e alluvioni abbia determinato una pezzatura dei corimbi generalmente contenuta, specialmente per i cavoli colorati, le colture hanno mostrato una discreta capacità di ripresa: i risultati hanno premiato varietà come Dolomite, la migliore per resa in t/ha (+35% rispetto la media della prova), e Faston, per la sua precocità di raccolta già da metà ottobre.
Allo stesso modo, lo studio sulla conservazione e valorizzazione di ecotipi locali come la fava di Sauris punta a soddisfare la domanda della ristorazione locale durante la stagione turistica alpina. In passato, il perfetto adattamento di questa leguminosa al clima d’alta quota permetteva la semina persino con la neve. Le prove hanno evidenziato la possibilità di anticipare i primi raccolti e posticipare le semine tardive a metà luglio, per evitare cascola fiorale, fornendo agli agricoltori montani gli strumenti tecnici per sincronizzare la produzione con le esigenze del territorio.
Tecnologia al servizio del suolo
Ad aumentare la competitività dell’orticoltura biologica tramite il trapianto su pacciamatura vegetale punta il progetto Sorbiotrap (Sviluppo di un sistema orticolo biologico basato su trapianto in pacciamatura verde) presentato durante l’incontro. Il progetto intende mettere a punto, su scala aziendale, la pratica del trapianto di colture orticole su pacciamatura vegetale, utilizzando le esperienze maturate nella semina su sodo e su pacciamatura verde (pratiche e attrezzature sviluppate in Nord Europa), tutelando la fertilità del suolo dall’erosione, e riducendo i costi meccanici. A tal fine è stata utilizzata una trapiantatrice adatta all’utilizzo su pacciamatura vegetale (foto 2).
Le prove hanno impiegato una cover crop per la produzione di una biomassa verde da utilizzare come pacciamatura prima dei trapianti estivi e autunnali. Nel primo anno sono state messe a confronto la pacciamatura aziendale con telo, la biomassa della cover allettata e l’impiego di fieno aggiuntivo alla biomassa trinciata. Le prove, in due siti diversi (Basiliano e Latisana, Ud) mostrano vantaggi concreti rispetto al metodo tradizionale con telo plastico. Nel pomodoro, l'aggiunta di pacciamatura vegetale con l’uso combinato di "trinciato e fieno" ha garantito una migliore protezione delle bacche da marciumi e sbalzi termici, ottenendo una resa commerciale più alta rispetto al “tradizionale” telo plastico. Diversamente, nella prova su lattuga i migliori risultati sono stati ottenuti con la sola pacciamatura vegetale allettata che ha contribuito a preservare il cespo contenendo la percentuale di scarto.
Risultati incoraggianti
I risultati del primo anno sono incoraggianti; tuttavia, la strada presenta sfide tecniche: la scelta della cover crop, la tempestività degli interventi e il settaggio della trapiantatrice, che deve adattarsi alle diverse tipologie di terreno e pacciamatura. «Sorbiotrap proseguirà», ha concluso Federico Capone, tecnico Ersa Fvg, «coinvolgendo un numero sempre maggiore di aziende per fornire soluzioni applicabili con successo a diverse varietà e realtà produttive». Il progetto durerà tre anni ed è finanziato dal Masaf (Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste) che vede Ersa collaborare con il dipartimento Dafne dell’Università di Padova e con Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica).
Diversificazione colturale e obiettivi dello sviluppo agricolo regionale
Nella continua ricerca di diversificare l’offerta produttiva, per massimizzare la redditività e valorizzare il prodotto locale, una prova dimostrativa condotta a Blessano (Ud) della Copropa, ha esplorato con successo l’inserimento della cipolla nella rotazione colturale della patata, con l’obiettivo di incrementare la Plv aziendale attraverso nuovi mercati come la quarta e quinta gamma. La prova, come riferito da Alberto Lombardo, tecnico Copropa, ha testato diverse varietà di cipolla tra rosse, gialle e bianche, oltre alla “Borettana”; tutte a ciclo medio-tardivo per facilitare interventi e raccolta. Per la corretta gestione degli apporti idrici di questa coltura e contrastare le difficoltà climatiche, si possono utilizzare Sistemi informatici di Supporto alle Decisioni (Dss) come Irriframe gratuito e attivo in regione Fvg.

La corretta densità di semina e una mirata concimazione fogliare hanno garantito alla cipolla vigoria e competitivà. Tuttavia, nonostante una produzione soddisfacente, una parte del raccolto ha subito fenomeni di marcescenza post-raccolta dovute alle insolite piogge di luglio. La cipolla gialla Lunika si è dimostrata la più promettente per il territorio friulano per equilibrio tra resa e resistenza, grazie a una struttura di 5-6 tuniche esterne che le conferisce un’armatura contro gli stress termici (foto 3). Gli obiettivi futuri mirano ad anticipare la raccolta per mettere in salvo il prodotto prima delle piogge tardive e affinare le tecniche di conservazione. L’iniziativa rientra nelle azioni dimostrative di uno dei progetti della programmazione Sissar 2025 (Sistema Integrato di Servizi per lo Sviluppo Agricolo e Rurale) finanziati dalla Regione Fvg.
Le prove sulla zucca
Nell’ambito della programmazione Sissar 2025, Aiab Fvg ha allestito un campo catalogo di zucche, un campo “prova” per testare e conoscere nuove varietà e recuperare e conservare varietà tipiche (Cappello da prete) e antiche (Lagenaria siceraria, la classica zucca a fiasco) (foto 4). Attraverso tecniche di agricoltura conservativa, come il sovescio di graminacee spontanee, compost e una pacciamatura mista in Mater-Bi e paglia, lo studio ha evidenziato come ridurre drasticamente la necessità di interventi, specialmente fitosanitari tutelando la presenza di antagonisti naturali.

«Temperature superiori ai 32 °C mettono a dura prova la fisiologia della zucca», ha spiegato Micheal Centa, tecnico Aiab Fvg, «il motore fotosintetico della pianta rallenta rischiando mancata allegagione con aborti fiorali». La metà delle varietà in prova hanno sofferto le anomalie stagionali come Delica, Vanity e Giovannina; tuttavia, la raccolta ha mostrato buoni risultati per Marina di Chioggia e Berretta Piacentina, con pezzature più grandi e meno omogenee. Iron Cup è stata la "regina" della prova, capace di produrre quasi 7 kg per pianta e frutti omogenei.
Questi risultati chiudono il cerchio di una giornata dedicata al futuro dell’orticoltura regionale, dove l’impegno di Ersa in stretta collaborazione con le aziende del territorio vuole offrire ai produttori strumenti consapevoli per coniugare resa produttiva e rispetto dell’ambiente.
Monitoraggio fitosanitario in Friuli, le ultime segnalazioni
Il Servizio fitosanitario nazionale monitora oltre 300 organismi nocivi rilevanti per l'Ue, di cui 20 prioritari per il potenziale alto impatto socio-economico e ambientale. Il monitoraggio strategico in Fvg è focalizzato su siti sensibili: porti, vivai e aree urbane, dove il Passaporto delle Piante assicura tracciabilità necessaria a prevenire nuovi focolai.
L'estate 2025 ha confermato l'urgenza di tali controlli con l’individuazione di nuove specie. A luglio è stata rilevata la presenza di Aleurodide spinoso (Aleurocanthus spiniferus), pericoloso per agrumi e vite a causa della sottrazione di linfa e successiva produzione di fumaggini sulla melata prodotta. Ad agosto, a Monfalcone, è comparsa la Mosca orientale della frutta (Bactrocera dorsalis), parassita polifago che minaccia anche pomodoro, peperone e melanzana.

La sfida più complessa resta lo scarabeo giapponese (Popillia japonica) (foto 5), individuato a Lignano Sabbiadoro nel 2023. Capace di nutrirsi su oltre 300 specie vegetali, richiede importanti misure fitosanitarie per l’eradicazione che prevedono tra l’altro il divieto dell’uso di trappole sull’intero territorio regionale, poiché il loro potere attrattivo di oltre 1 km espanderebbe il raggio d'azione del coleottero fuori dall’area delimitata. Per l’eradicazione, il Servizio Fitosanitario Regionale utilizza nematodi entomopatogeni e catture massali. L'attenzione è rivolta anche a nuovi rischi come il punteruolo del peperone e la Spodoptera frugiperda. La tempestività è l'arma vincente: Giorgio Malossini, tecnico Ersa, invita i produttori a segnalare ogni anomalia con foto e dettagli all'indirizzo segnalazioni.fitosanitarie@ersa.fvg.it









