Protechmed, a Ragusa il confronto sulle serre sostenibili nel Mediterraneo

Si è svolto a Ragusa il workshop tecnico-scientifico promosso nell’ambito del Progetto Protechmed e dedicato alle soluzioni eco-innovative per il settore orticolo in serra nell’area mediterranea. Prossima tappa il Sicily Camp a giugno tra visite tecniche e focus group

Un confronto operativo e multidisciplinare che ha riunito ricerca, istituzioni e imprese agricole attorno a una domanda comune: come rendere più efficiente, resiliente e sostenibile la produzione in serra, in uno scenario segnato da cambiamenti climatici e pressione sulle risorse.

È stato questo il workshop tecnico scientifico svoltosi a Ragusa presso l’Ordine degli Agronomi nell’ambito del Progetto europeo Protechmed - Promoting innovative solutions for the Technological Transition of the Mediterranean horticultural sector, cofinanziato da Interreg Next Med Programme e dedicato alle soluzioni eco-innovative per le colture protette nel bacino del Mediterraneo.

Avviato nell'agosto 2025, il progetto punta a creare un modello di orticoltura sostenibile attraverso la condivisione di buone pratiche tra Italia, Grecia, Tunisia, Turchia, Libano e Malta e il trasferimento di conoscenze tra i Paesi coinvolti dal progetto stesso. Ciò è reso possibile grazie a un partenariato internazionale di alto profilo che vede la collaborazione tra Svi.Med.Ets. – Centro EuroMediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile (Italia, Ragusa), Ciheam Bari (Italia), Università della Tessaglia (Grecia), Ministero dell’Agricoltura di Malta, Akdeniz University (Turchia), Lari – Ministero dell’Agricoltura (Libano), Biat – Business Incubator (Libano) e Utap – Unione Tunisina dell’Agricoltura e della Pesca (Tunisia).

«Il nostro obiettivo è creare un ponte stabile tra il mondo della ricerca e delle istituzioni con quello delle imprese agricole», afferma Emilia Arrabito, direttrice di Svi.Med.Ets, «affinché siano le esigenze degli attori territoriali a guidare le soluzioni che la ricerca deve sviluppare, rendendole realmente applicabili e utili per chi lavora ogni giorno in serra. In un contesto sempre più complesso, segnato dai cambiamenti climatici e dalle fluttuazioni dei mercati, è fondamentale individuare strumenti e modelli che aiutino le aziende a ridurre i rischi, ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare la qualità delle produzioni».

Protechmed e l’agricoltura 5.0

In questo quadro si rafforza il lavoro sul catalogo delle buone pratiche, realizzato con il contributo di Ciheam Bari, che raccoglie esperienze già validate su temi chiave come digitalizzazione, fertirrigazione, sistemi fuori suolo ed economia circolare.

Un lavoro che si inserisce nella più ampia evoluzione verso l’agricoltura 5.0, dove la gestione integrata di acqua, energia e nutrienti e l’uso di tecnologie come IA, IoT e droni si combinano con il ruolo decisionale dell’operatore, delineando un sistema unico e intelligente di governo dei processi produttivi. Alcune buone pratiche raccolte nell’ambito del progetto Protechmed sono state illustrate nel corso del workshop da Bilal Derardja dell’Istituto Agronomico Mediterraneo Ciheam di Bari.

Nel Mediterraneo esistono già molte soluzioni per rendere le aziende più sostenibili e resilienti; tuttavia, come evidenziato dal dottor Derardja, queste soluzioni sono spesso disperse e utilizzate localmente. Da qui l’esigenza di creare un vero catalogo delle soluzioni più innovative e replicabili, per raccogliere e rendere comparabili le varie esperienze.

«Le buone pratiche raccolte nel catalogo Protechmed rappresentano uno strumento strategico per valorizzare esperienze già testate nell’orticoltura protetta mediterranea», ha spiegato Bilal Derardja. «Il loro contributo è rendere più accessibili soluzioni nate in contesti diversi, spesso frammentate o poco documentate. Il Repository consolida conoscenze su temi centrali come gestione dell’acqua, energia, digitalizzazione, fertirrigazione, sistemi fuori suolo ed economia circolare. Questa base comune aiuta il partenariato a selezionare pratiche ad alto potenziale per azioni pilota, la formazione, le linee guida e il dialogo con le politiche pubbliche. Per Protechmed, le buone pratiche non sono solo esempi tecnici, ma strumenti per accelerare innovazione, sostenibilità e resilienza, favorendo l’adattamento delle soluzioni ai diversi territori mediterranei».

Sicily Camp e scambio di buone pratiche

Grazie al Progetto Protechmed, in Sicilia saranno coinvolti diversi attori della filiera orticola per la co-progettazione e la sperimentazione di diverse soluzioni eco-innovative. Il territorio di Ragusa sarà al centro di un campo di visite tecniche per mostrare ai partner buone pratiche orticole con diverse tipologie di coltivazione (suolo, fuori suolo, acquaponica, idroponica, aeroponica, serre agrivoltaiche ecc.) e saranno condotti focus group per validare la sostenibilità economica delle soluzioni proposte con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Il progetto entrerà in una fase operativa cruciale dal 3 al 5 giugno prossimi con il Sicily Camp. Una tre giorni di visite tecniche e focus group che vedrà protagoniste aziende provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo per condividere buone pratiche e innovazioni high tech, tra idroponica, aeroponica e visori intelligenti.

Protechmed, a Ragusa il confronto sulle serre sostenibili nel Mediterraneo - Ultima modifica: 2026-05-06T11:25:44+02:00 da Alessandro Piscopiello

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