Pomodoro da industria, perché concimare di più non basta ad aumentare le rese

Non sempre più concimazione porta a una resa maggiore: nel pomodoro da industria entrano in gioco suolo, clima e gestione agronomica. Ecco come ottimizzare la nutrizione

Il pomodoro da industria, come molte altre colture, beneficia di condizioni pedo-climatiche specifiche e ogni cultivar si caratterizza per una diversa adattabilità ad areali di coltivazione con andamenti climatici e terreni diversi.

Come ben noto, la produttività media nei diversi areali italiani varia molto in base alle condizioni pedo-climatiche e soprattutto alla gestione agronomica, che può inficiare significativamente sulla resa finale e sui parametri qualitativi del prodotto, determinando la reddittività dell’azienda agricola.

Spesso si ritiene che a un aumento delle unità fertilizzanti apportate possa corrispondere un incremento produttivo; tuttavia, i fattori da considerare sono molteplici e, talvolta, un eccesso di fertilizzazione può provocare l'effetto contrario, arrivando addirittura a causare squilibri vegetativi e perdite.

Cosa influenza la resa del pomodoro da industria?

Per aumentare la produttività senza maggiori apporti di fertilizzanti bisogna conoscere e approfondire le cause che non consentono al pomodoro da industria di poter raggiungere determinati target produttivi.

Fattori di tipo abiotico

Anche nel caso in cui le unità fertilizzanti non siano un fattore limitante, spesso vi sono fattori ambientali che inficiano significativamente sulla resa, come:

  • elevate temperature,
  • bassa umidità relativa,
  • ridotti sbalzi termici tra giorno e notte, che possono ridurre l’allegagione e provocare l’aborto dei fiori terminali del grappolo.

Eccessi di radiazione e temperature diurne molto elevate possono, inoltre, provocare l’arresto della fotosintesi, con scarso accumulo di carboidrati nella pianta e nel frutto.

Vi sono poi fattori che agiscono sull’apparato radicale, come la salinità e la temperatura del suolo nei primi 20-25 cm. Nel primo caso, un eccesso di sali nella rizosfera può provocare difficoltà nell’assorbimento dell’acqua e squilibri tra i cationi (potassio, calcio, magnesio e sodio); nel secondo caso, specialmente se la copertura del terreno non avviene velocemente, le temperature dei primi 20-25 cm di suolo possono aumentare drasticamente riducendo la capacità di sviluppo radicale.

Difesa fitosanitaria e nutrizione

Con la riduzione delle sostanze attive disponibili per la lotta a funghi, batteri e insetti, è fondamentale evitare eccessi di vigoria e favorire l’ispessimento dei tessuti, stimolando le autodifese della pianta con strategie ben studiate. I formulati chimici vengono impiegati in modo mirato, supportati da una strategia nutrizionale (concimi minerali, ammendanti e formulati biostimolanti) in grado di rendere la pianta meno sensibile ai patogeni.

Il suolo è vivo

Il suolo contiene microrganismi (benefici e non) ed elementi nutritivi. In alcuni casi buona parte dei nutrienti è disponibile nel suolo (ioni legati alle superfici di scambio, mineralizzazione della sostanza organica ecc.) e nell’acqua di irrigazione.

In altri casi, le caratteristiche del suolo riducono fortemente la solubilità e biodisponibilità di alcuni nutrienti (per esempio a causa del calcare attivo o della scarsa dotazione in sostanza organica umificata).

Prima di pianificare la strategia di fertilizzazione, è bene:

  • eseguire analisi del suolo, se possibile analizzando aree omogenee sulla base di una mappatura, al fine di individuare, in modo georeferenziato, potenzialità e criticità del terreno su cui si coltiverà;
  • eseguire analisi dell’acqua. Molto spesso la sola acidificazione consente di abbattere parte dei bicarbonati, abbassare il pH e liberare ioni calcio e magnesio in forme disponibili per la coltura. Talvolta, a seconda della fonte, nell’acqua possono essere presenti anche altri nutrienti quali nitrati, solfati ecc. da conteggiare nel piano di concimazione.

La gestione del suolo

Il pomodoro da industria risente fortemente dei ristagni idrici e del compattamento. Operazioni quali il livellamento, la ripuntatura e le lavorazioni di affinamento devono essere eseguite in modo mirato, evitando in ogni modo interventi con terreno non in tempera.

Spesso accade, inoltre, che le lavorazioni di affinamento vengano eseguite con macchine operatrici molto invasive, quali erpici rotanti o frese, strumenti che rendono ottimale il letto di trapianto ma destrutturano il suolo, inficiando sulle proprietà idrauliche e aumentando la formazione di crepe e il compattamento in caso di piogge battenti.

Fabbisogni nutrizionali del pomodoro da industria

Per fare produzione e reddito bisogna:

  • avere un accrescimento robusto, equilibrato e veloce;
  • ottenere l’accumulo di sostanza secca e di zuccheri nelle bacche;
  • regolare l’apporto idrico e nutritivo in base alle fasi fenologiche.

La fase del trapianto è molto delicata: piogge e basse temperature, senza un’adeguata concimazione di fondo, possono compromettere l’attecchimento delle giovani piante e limitarne lo sviluppo.

La concimazione di fondo ha un ruolo molto importante: permette di apportare al terreno la quantità di macroelementi indispensabili per le prime fasi di crescita della pianta.

Nelle fasi successive, la fertirrigazione riveste un ruolo altrettanto importante nel determinare uno sviluppo completo e sano, una maturazione e una resa ottimale.

Concimazione del pomodoro da industria

Gli obiettivi della concimazione del pomodoro da industria sono:

  • il miglioramento dei parametri qualitativi (solidi solubili totali, consistenza della polpa, sostanza secca);
  • l’incremento dell’allegagione (specialmente in caso di elevate temperature);
  • l’incremento della pezzatura dei frutti;
  • l’equilibrio vegeto-produttivo, senza interruzioni nella crescita.

Strategia nutrizionale per il pomodoro da industria, la proposta ICL

  • Pre-trapianto: in questa fase è possibile scegliere tra due concimi granulari a cessione controllata:
    - Agromaster 6-11-20+Ca+Mg+S+TE (100% CRN)
    - Agromaster 20-24-5+Ca+S+TE (45% CRN), con applicazione al suolo.
    Questi due prodotti forniscono un apporto di nutrienti sulla base delle caratteristiche del terreno. Inoltre, grazie all’azoto a cessione controllata il supporto nutrizionale è prolungato.
  • Dal trapianto alla fioritura del primo-secondo palco: in questa fase è importante effettuare l’acidificazione dell’acqua, oltre a stimolare la radicazione e lo sviluppo vegetativo. Si consiglia di miscelare due formulati, Nova PeKacid e Nova Plus CalMag+TE e di applicarli in fertirrigazione.
    Inoltre, è possibile intervenire dalla terza foglia vera per stimolare la vigoria in caso di basse temperature grazie ad Agroleaf Power High N.
  • Dall’allegagione del primo-secondo palco all’inizio invaiatura: in questa fase, l’applicazione dei prodotti deve avvenire in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Per l’apporto di NPK in rapporto 3:1:6 e l’acidificazione, è consigliato Solinure FX 15-5-30 (utilizzare il dosaggio più alto dall’allegagione del 3° palco) applicato in fertirrigazione. Per la prevenzione marciume apicale e spinta vegetativa, si consiglia la miscela di Nova Plus CalMag+TE con BEOZ Firestone (utilizzare il dosaggio più alto dall’allegagione del terzo palco) in fertirrigazione. Infine, per l’incremento dell'allegagione, ingrossamento dei frutti e prevenzione del marciume apicale, è preferibile la miscela, applicata per via fogliare, di Agroleaf Power Calcium e BEOZ Adamite.
  • Dall’inizio invaiatura a 10 giorni dalla raccolta: per ottenere una maturazione uniforme e l’incremento del grado °Brix, è consigliato applicare Solinure FX 10-10-40 in fertirrigazione e Agroleaf Power High K per via fogliare.

Per saperne di più e conoscere i dosaggi, scopri ipiano di concimazione del pomodoro da industria.

Chiedi consiglio a un esperto ICL

Affidarsi a professionisti del settore può fare la differenza tra un raccolto modesto e una produzione eccellente.

Se desideri massimizzare le rese della tua coltivazione, ottimizzare l’uso dei fertilizzanti e adottare le migliori strategie nutrizionali, non esitare a contattare un esperto ICL.

 

Pomodoro da industria, perché concimare di più non basta ad aumentare le rese - Ultima modifica: 2026-04-27T12:20:17+02:00 da Alessandro Piscopiello

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