Le piante verdi migliorano l’aria degli ambienti chiusi e la salute umana

piante verdi
I risultati di una ricerca condotta dall’Istituto di BioEconomia del Cnr e da Coldiretti, in collaborazione con Assofloro, sul monitoraggio della qualità dell’aria in diverse scuole, confrontando aule “tradizionali” con aule arricchite da numerose piante da interno

Introdurre piante verdi nelle scuole non ha solo una funzione estetica, è soprattutto una necessità per la salute degli studenti e degli insegnanti. La capacità delle piante di migliorare la qualità dell’aria è nota da tempo. Ma una ricerca condotta dall’Istituto per la BioEconomia del Cnr (Ibe-Cnr) e da Coldiretti, supportata da Assofloro, si è concentrata sul monitoraggio della qualità dell’aria in diverse scuole, confrontando aule “tradizionali” con aule arricchite da numerose piante verdi da interno, e ha dimostrato scientificamente che le piante sono un “filtro” naturale per l’inquinamento interno, nel caso specifico delle aule.

Portare il verde nelle scuole non è, quindi, solo una scelta estetica, ma una necessità per la salvaguardia della salute umana. I risultati di questa ricerca sono stati esposti nel corso della quarta puntata dei GreenWebinar 2026 di Assofloro e Coldiretti, presentata da Andrea Pellegatta, area tecnica Consulta Florovivaismo Coldiretti.

Le piante verdi contrastano l'inquinamento interno

assofloro
Rita Baraldi (a sinistra) e Nada Forbici (a destra) durante un incontro divulgativo di presentazione della ricerca sulle piante verdi da interno

Il GreenWebinar “Vitamina verde: i benefici di piante e fiori per gli edifici e per la nostra salute. I risultati delle ricerche, i progetti in corso e le opportunità per il settore” ha affrontato il problema della “Sindrome dell’edificio malato” (Sick Building Syndrome – SBS), una combinazione di vari disturbi che colpiscono gli occupanti di un edificio (ad esempio uffici o scuole), legata alla scarsa qualità dell’aria e dell’ambiente interno, e ha illustrato come le piante verdi da interno possono aiutare a contrastare un inquinamento meno conosciuto ma altrettanto pericoloso per la salute umana: quello interno o indoor.

In Italia la salute di bimbi e ragazzi è a rischio, ha introdotto Nada Forbici, coordinatore nazionale Consulta Florovivaismo Coldiretti. «Infatti trascorrono negli edifici scolastici dalle 4 alle 8 ore al giorno. Il ministero della Salute stima che il 15% della popolazione, pari a circa 10.000.000 persone, fra alunni e docenti, studi o lavori ogni giorno in circa 45.000 edifici pubblici su tutto il territorio nazionale. Sempre secondo il ministero nelle strutture scolastiche italiane si rilevano numerose criticità igienico-sanitarie e di qualità dell’aria indoor, attribuibili a problemi ambientali.

Numerose ricerche hanno dimostrato che la qualità dell’aria interna rappresenta un fattore determinante per la salute di studenti e lavoratori, con un impatto particolarmente critico sui soggetti vulnerabili, quali bambini, adolescenti, asmatici e allergici. La presenza di inquinanti nell’aria delle aule e degli ambienti scolastici è determinata non solo dall’inquinamento esterno ma anche dalle caratteristiche strutturali dell’edificio scolastico, dalla presenza di potenziali sorgenti inquinanti come, ad esempio, i materiali di arredo, costruzione e sostanze usate nelle operazioni di pulizia e manutenzione».

La sindrome dell’edificio malato

La Sindrome dell’edificio malato, ha spiegato Forbici, è quasi sempre multifattoriale:

  • fattori fisici: illuminazione artificiale fastidiosa, eccessivo rumore di fondo, umidità troppo bassa o troppo alta;
  • ventilazione inadeguata: scarso ricambio d’aria o sistemi di condizionamento mal manutenuti/sporchi;
  • inquinanti chimici: emissioni di VOC (composti organici volatili) provenienti da colle, vernici, moquette, fotocopiatrici o prodotti per la pulizia;
  • inquinanti biologici: presenza di muffe, batteri o pollini accumulati nei filtri dell’aria.

Le scuole, laboratorio di una ricerca senza precedenti

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Piante verdi in una scuola oggetto della ricerca di Ibe-Cnr e Coldiretti

Perciò negli ultimi anni numerose aule scolastiche italiane sono diventate il laboratorio di una ricerca senza precedenti.

«Di fronte all’inquinamento e alla produzione di emissioni inquinanti si possono applicare due strategie», ha spiegato Alessandro Zaldei, ricercatore del Cnr-Istituto per la bioeconomia, sede di Firenze. «Una di mitigazione, che agisce sulle cause per ridurre le emissioni, e l’altra di adattamento, che opera sugli effetti. I principali inquinanti che impattano sulla nostra salute sono gli ossidi di azoto (NOX), l’ozono (O3) e le polveri sottili (Pm 2.5 e Pm 10). La qualità dell’aria ha un impatto sulla salute veramente importante. Sempre più spesso siamo esposti alla Sindrome dell’edificio malato, cioè a vivere in ambienti interni con qualità dell’aria interna peggiore di quella esterna».

Centralina di monitoraggio Airqino

airqinoNella costruzione di una resilienza le piante possono veramente aiutare molto a migliorare la qualità dell’aria. «Il contributo della nostra ricerca è stato cercare un modo per misurare e quantificare l’effetto benefico delle piante nel migliorare la qualità dell’aria. Per fare questo abbiamo sviluppato una centralina di monitoraggio che abbiamo chiamato Airqino, che è composta da:

  • scheda elettronica multisensore
  • sensori low-cost ad alta risoluzione
  • unità industriale microprocessore per l’acquisizione dei dati misurati
  • modem 4G per la trasmissione dei dati geolocalizzati
  • visualizzazione dati real-time su pagina web www.airqino.it

Nella progettazione della centralina anche i materiali e la forma sono stati appositamente progettati per resistere a condizioni ambientali estreme».

Le piante “filtro” naturale per l’inquinamento interno

La ricerca promossa da Ibe-Cnr e Coldiretti, in collaborazione con Assofloro, si è concentrata nel monitoraggio della qualità dell’aria in diverse scuole, confrontando aule “tradizionali” con aule arricchite da numerose piante verdi da interno, ha comunicato Rita Baraldi, ricercatrice dell’Ibe-Cnr, sede di Bologna.

«Dopo l’avvio nel 2022 in alcune scuole toscane, la ricerca si è estesa in altre scuole italiane. I dati emersi, rilevati attraverso speciali centraline messe a punto dal Cnr, sono sorprendenti: le piante nelle aule scolastiche sono in grado di migliorare la qualità dell’aria respirata dagli studenti. Questo riduce anche gli stati ansiosi e di stress e aumenta l’attenzione e concentrazione negli alunni, contrastando la “Sindrome dell’edificio malato”. Le piante da interno come Sanseveria, Chamadorea, Yucca, Ficus, Schefflera e molte altre, se disposte correttamente, sono in grado di captare anche una serie di sostanze inquinanti pericolose per la salute che derivano dai vari prodotti di uso comune, come ad esempio i detergenti, ma anche dai materiali con cui gli edifici stessi e gli arredi sono costruiti e che possono rilasciare formaldeide, benzene, stirene».

Le piante verdi migliorano l’aria degli ambienti chiusi e la salute umana - Ultima modifica: 2026-05-25T12:54:44+02:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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