Bouganvillea, tecniche di produzione e aspetti economici

Sul mercato sono disponibili numerose varietà, con brattee di colori e forme diverse (cespuglietto, cespuglio, piramide, globo ecc.), perfette per abbellire giardini, terrazzi e balconi
Una sarmentosa adatta al vaso ideale per giardini, terrazzi e balconi, ottima anche su pergolati e gazebi

La Bouganvillea è una pianta che esprime al massimo il suo potenziale ornamentale nei climi mediterranei, sia in giardino sia su terrazzi e balconi. Può essere coltivata in vaso, modellata in diverse forme, oppure impiegata per pergolati e per decorare gazebi.
Il genere comprende 18 specie legnose sarmentose, originarie delle zone tropicali e subtropicali del Sud America. La loro fioritura appariscente è dovuta alle brattee colorate che circondano fiori poco visibili. L’infiorescenza si sviluppa da una gemma ascellare vegetativa, formando una pannocchia apicale: in condizioni ambientali sfavorevoli, invece, la gemma lignifica e si trasforma in spina.

Le specie più coltivate derivano da ibridi interspecifici di tre specie principali: B. glabra sanderiana, B. spectabilis e B. peruviana. Questi ibridi sono raggruppati in tre categorie:

  • B. x buttiana (B. glabra × B. peruviana);
  • B. x spectoiperuviana (B. spectabilis × B. peruviana);
  • B. x spectoglabra (B. spectabilis × B. glabra).

In commercio esistono centinaia di varietà con brattee di colore bianco, giallo, rosa, arancio, rosso, porpora o viola, uniformi o sfumate, che fioriscono da maggio a ottobre. Le varietà differiscono anche per il colore delle foglie, che può essere verde uniforme oppure variegato, e per la vigoria di sviluppo, alcune con crescita molto compatta.

Le Bouganvillee prosperano nei climi mediterranei miti, ma si adattano anche a regioni dei laghi e all’Italia centrale, dove necessitano di posizioni riparate. Possono essere coltivate in vaso anche in climi più rigidi, trascorrendo l’estate all’aperto e rientrando al primo freddo. Resistono al clima marino, sopportano potature severe e ripetute e possono essere modellate in alberetti, sfere, coni, spalliere o bonsai.

Le varietà a fiore viola sono ideali per giardini di grandi dimensioni, per valorizzare muri di recinzione, cancelli in ferro battuto o pergole. Hanno radici superficiali e si adattano a piccole aiuole nei lastricati. Coltivate in vaso, formano cespugli densi e colorati, perfetti per terrazzi.

Propagazione e tecniche di radicazione

La moltiplicazione avviene principalmente tramite talea. L’innesto è riservato a soggetti particolari, mentre la riproduzione meristematica serve alla diffusione di nuove varietà.
Le talee erbacee sono prelevate da piante madri in serra a 18°C con fotoperiodo lungo, da dicembre a febbraio; le talee apicali semi-legnose sono raccolte a fine estate, radicate a 22-24 °C nel substrato e 20-22 °C nell’aria, con buona aerazione; le talee legnose richiedono 25-28 °C nel substrato e 22-25 °C nell’ambiente.

La radicazione dura 4-5 settimane per le semi-legnose e 6-8 settimane per le legnose. L’uso di ormoni radicanti a base di IBA (2.000-5.000 ppm) stimola lo sviluppo delle radici.
Le talee vengono impiantate in vasetti da 3,5 - 4 cm o paperpot e mantenute con nebulizzazione o tunnel di plastica. Per mini-alberetti, è possibile radicare direttamente un astone legnoso, accorciando il ciclo colturale. Il substrato deve essere molto drenante,
a base di torba e perlite.

Esigenze climatiche e gestione della luce

Dopo l’invasatura, le piante vanno tenute a 18-20 °C, per poi ridurre la temperatura a 15-20 °C secondo la varietà. La minima per la crescita è 15 °C e molte varietà tollerano anche 30-40 °C in estate. Gli ibridi tropicali soffrono temperature inferiori a 18 °C, mostrando clorosi e caduta fogliare. Le Bouganvillee sopportano brevi periodi vicino allo 0 °C. Per intensificare la colorazione delle brattee bisogna mantenere le piante fiorite a 15-16 °C. La Bouganvillea è sensibile al fotoperiodo, con fioritura primaverile favorita dai giorni corti invernali e dall’alta luminosità. Una buona luce promuove una crescita compatta e fioritura precoce.

Ciclo colturale e gestione della coltivazione

Nei principali areali produttivi, la coltivazione avviene in serra senza riscaldamento, con irrigazione aerea e basale e aperture per arieggiamento estivo. Le talee radicate sono piantate singole, a coppia o in gruppi, in vasi di dimensione variabile a seconda del tipo di pianta desiderata. Le piante vengono allevate a cespuglio o in forme speciali (alberetto, piramide, colonna) mediante cimature ripetute: nel caso del cespuglio necessitano tre cimature (luglio, ottobre, gennaio); per la piramide si provvede all’intreccio dopo la seconda cimatura e l’eventuale rimozione delle punte a febbraio-marzo.

Il substrato varia da terriccio universale per piante piccole a miscele molto drenanti (torba, pomice, perlite, compost) per piante grandi. Il pH ideale è 5-5,5. Per piante compatte, si utilizzano nanizzanti come Daminozide (Alar 0,25%) dopo la cimatura. La densità di coltivazione dipende dal diametro del vaso: per vasi Ø 14 cm si sistemano 15 piante/mq; per i contenitori con Ø 17 cm si collocano 10 piante/mq. Per evitare stress da trapianto e perdita di boccioli, si possono usare irrorazioni ormonali (acido naftalenacetico) o antietilenici (tiosolfato di argento).

La richiesta maggiore riguarda le piante allevate a cespuglietto in vasi dal diametro di 17 cm; in questo caso, la densità di coltivazione finale è di circa 10 piante per metro quadrato

Irrigazione e fertirrigazione

Per l’irrigazione si utilizzano impianti aerei e basali (flusso e riflusso o goccia); il substrato deve asciugare leggermente tra un’irrigazione e l’altra. La nutrizione comprende fertirrigazioni con rapporto N:P:K di 1,5:1:2,5 in vegetazione e 1,5:1:3,5 in fioritura, azoto prevalentemente ammoniacale, e trattamenti fogliari con calcio. Carenze di ferro, magnesio e manganese devono essere integrate, soprattutto in inverno. Durante il riposo vegetativo, si sospendono irrigazioni e concimazioni per favorire la fioritura primaverile.

La Bougainvillea è una pianta estremamente resistente alla potatura, anche se ripetuta, il che la rende ideale per creare forme decorative come alberetti, sfere, coni, spalliere e bonsai

Difesa fitosanitaria della Bouganvillea

Le principali patologie della bouganvillea sono botrite e marciumi radicali (Pythium spp.). Per la botrite, bisogna prevenire con arieggiamento, densità contenute e non irrigare le brattee; se necessario, intervenire con fungicidi. Per i marciumi radicali, evitare eccessi d’acqua, rispettare norme igieniche e usare prodotti specifici. Parassiti comuni in serra sono: afidi, aleurodidi, pseudococcidi e acari; meno frequenti tripidi. La difesa prevede trappole cromotropiche, prodotti naturali e uso limitato di prodotti chimici ammessi, nello specifico:

  • Controllo di afidi, aleurodidi e coccidi: impiegare sostanze attive pienamente autorizzate e sistemiche come Acetamiprid (neonicotinoide di nuova generazione), Flonicamid (specifico per afidi e aleurodidi a basso impatto) o Spirotetramat (insetticida a doppia sistemia, ideale per la crescita sarmentosa).
  • Controllo degli acari (ragnetto rosso): utilizzare principi attivi di ultima generazione registrati su colture ornamentali quali Etoxazole o Hexythiazox, in sostituzione dei formulati obsoleti.
La coltivazione della Bougainvillea in Italia è prevalentemente concentrata al Sud, ma la domanda di piante
di dimensioni medio-piccole è piuttosto elevata anche al Nord e all’estero

Produzione, costi e prospettive di mercato

In Italia, la Bouganvillea è coltivata soprattutto in Sicilia, Puglia, Lazio e Campania. Il mercato richiede piante di media dimensione (vasi Ø 14-17 cm) per cespugli, molto apprezzate al nord Italia e all’estero come ricordo delle località turistiche meridionali.
Piante più grandi (piramide, cespuglione) vengono vendute in vasi fino a 50 cm presso garden center. Il costo di produzione di piante classiche B. sanderiana a cespuglio in vasi Ø 17 cm, su 1.000 mq con densità 10 piante/mq e doppio impianto di irrigazione, è di circa 39.550 euro (costo unitario 3,955 euro). Le voci principali di spesa sono rappresentate da:
- mezzi tecnici 47% (il materiale di propagazione impiega il 64% di questa voce);
- segue la manodopera 36% (circa 1.300 ore), - le quote 11%;
- altre spese 6%.
Vendendo le piante al prezzo a cui si faceva sopra riferimento si coprono quindi totalmente i costi di produzione.


Precisazione

Sul numero di Marzo 2026 della rivista Orticoltura e Floricoltura, all’interno dell’articolo intitolato “Buganvillea, sarmentosa adatta al vaso” (pagg. 94-95), il cui testo è stato riportato anche in questo articolo, è occorso un refuso nella tabella riassuntiva dei trattamenti fitosanitari posizionata a pagina 95.

A causa del mancato aggiornamento di un archivio storico in fase di impaginazione, nella colonna dedicata alle sostanze attive insetticide/acaricide autorizzate sono state erroneamente riportate le molecole Imidacloprid, Pymetrozine, Methamidophos e Clofentezine. Si specifica che tali sostanze non sono più iscritte nel Registro europeo dei prodotti fitosanitari, i loro decreti di revoca sono definitivi e il loro impiego è attualmente vietato per qualsiasi destinazione d'uso.

Ci scusiamo con i lettori. Abbiamo riportato in questo articolo il quadro fitosanitario corretto e aggiornato in conformità con i disciplinari di produzione integrata vigenti per il comparto ornamentale e florovivaistico.

La redazione

Bouganvillea, tecniche di produzione e aspetti economici - Ultima modifica: 2026-07-08T15:08:11+02:00 da Alessandro Piscopiello

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