Temperature elevate e lavorazioni del terreno possono accelerare la degradazione della sostanza organica, rendendo il periodo estivo un momento particolarmente importante per intervenire sul mantenimento della fertilità. La scelta della matrice organica, tuttavia, deve essere rapportata alle condizioni del suolo e al periodo dell’anno.
Il suolo al centro della fertilità
La fertilità del terreno è il risultato dell’interazione tra componente chimica, fisica e microbiologica. Mantenere efficiente il sistema suolo-pianta diventa particolarmente importante in presenza di condizioni climatiche caratterizzate da temperature elevate e fenomeni atmosferici estremi, che possono mettere sotto pressione la capacità del terreno di sostenere la coltura.
In estate il problema assume una particolare rilevanza. Con temperature superiori ai 30 °C, infatti, la degradazione della sostanza organica può accelerare. A questo si aggiunge l’effetto delle lavorazioni effettuate dopo la raccolta, che contribuiscono a modificare rapidamente l’equilibrio della sostanza organica presente nel terreno.
Il periodo estivo può quindi rappresentare una finestra utile per intervenire con un apporto organico, purché la matrice venga scelta in funzione delle condizioni ambientali e pedologiche. Non esiste infatti una sostanza organica adatta indistintamente a ogni situazione: grado di umificazione, rapporto carbonio/azoto e caratteristiche del terreno devono essere considerati insieme al momento dell’applicazione.
Perché in estate serve una sostanza organica stabile
La scelta della matrice assume particolare importanza proprio quando le temperature elevate accelerano i processi di mineralizzazione. In condizioni estive, l'obiettivo può essere quello di privilegiare una sostanza organica maggiormente orientata alla ricostituzione della dotazione organica del suolo, piuttosto che una matrice caratterizzata da una rapida mineralizzazione.
In questa logica si inserisce Humostall IVγ (quarta gamma), ammendante ottenuto da una selezione di letami bovini ed equini sottoposti a un prolungato processo di umificazione. Il prodotto presenta un contenuto di carbonio organico del 25% e un rapporto C/N pari a 25, valori che lo rendono particolarmente interessante quando l’obiettivo è apportare una sostanza organica relativamente stabile.
Il rapporto carbonio/azoto rappresenta infatti un elemento da considerare nella scelta della matrice. Un rapporto nell’ordine di 12-15 è generalmente associato a un maggiore equilibrio tra ristrutturazione del suolo e mineralizzazione della sostanza organica. Con un rapporto pari a 25, Humostall IVγ si colloca invece su una componente più orientata alla ricostituzione della sostanza organica, caratteristica particolarmente interessante nel periodo estivo, quando la mineralizzazione è già favorita dalle temperature elevate.
Umificazione e capacità di trattenere l’acqua
Non conta soltanto la quantità di sostanza organica apportata, ma anche la sua qualità e il suo grado di umificazione. Humostall IVγ presenta un elevato contenuto di acidi umici e fulvici, derivanti dal processo di maturazione della matrice organica. Il tasso di umificazione, indicato dal rapporto tra carbonio umico e fulvico e carbonio organico totale, è superiore al 50%.
La componente umificata rappresenta la frazione più stabile e funzionale della sostanza organica. Tra le sue caratteristiche rientra la capacità di contribuire alla ritenzione dell’acqua nel terreno: la sostanza organica umificata può infatti trattenere quantità di acqua molto elevate rispetto al proprio peso, contribuendo alla disponibilità idrica del suolo.
Questo aspetto assume particolare rilievo nei periodi caratterizzati da elevate temperature e disponibilità idriche irregolari. La presenza di una dotazione adeguata di sostanza organica contribuisce inoltre a migliorare l’efficienza nutrizionale della concimazione, grazie alla capacità degli acidi umici di interagire con gli elementi nutritivi e favorirne la disponibilità.
Terreni sabbiosi e temperature elevate
La scelta di una matrice organica stabile è particolarmente importante nei terreni sciolti. Nei suoli sabbiosi, infatti, la presenza di macropori favorisce una più rapida ossidazione della sostanza organica, che tende quindi a degradarsi più velocemente rispetto a quanto avviene in terreni con tessitura più fine.
Le alte temperature rappresentano un ulteriore fattore di accelerazione, che insieme a una tessitura tendente al sabbioso costituiscono quindi due condizioni nelle quali può essere necessario prestare particolare attenzione al reintegro della sostanza organica, scegliendo matrici caratterizzate da una maggiore stabilità.
È in questo contesto che Humostall IVγ può trovare applicazione non solo nelle colture di quarta gamma, alle quali il prodotto è originariamente rivolto, ma più in generale nei terreni destinati alle colture orticole e nelle situazioni in cui sia necessario apportare sostanza organica particolarmente umificata e resistente alla degradazione.
La componente microbiologica della fertilità
La fertilità del terreno non è però riconducibile soltanto alle sue caratteristiche fisiche e chimiche. La componente microbiologica costituisce una terza dimensione del sistema e può essere fortemente influenzata dalle condizioni ambientali.
Le temperature elevate possono infatti ridurre l’attività di una parte dei microrganismi presenti nel terreno. L’apporto di sostanza organica può quindi essere associato anche all’obiettivo di ricostituire una condizione favorevole allo sviluppo della componente biologica del suolo.
In questa prospettiva si inserisce Agri Bio Aktiv, proposto da Agribios Italiana. È un attivatore del terreno a base di sostanza organica umificata, inoculi batterici e fungini. La formulazione consente di apportare al terreno sia sostanza organica sia microrganismi utili, tra cui funghi micorrizici e batteri della rizosfera.
Gli inoculi introdotti nel terreno possono svilupparsi quando le condizioni ambientali tornano favorevoli, in particolare quando le temperature si riducono e viene assicurato un adeguato livello di umidità. L’intervento con una matrice organica contenente microrganismi è quindi parte di una strategia più ampia di ripristino della fertilità, nella quale la componente biologica viene affiancata a quella fisica e chimica.
Quando associare sostanza organica e meso e microelementi
La concimazione organica può rappresentare anche l’occasione per intervenire contemporaneamente sulla disponibilità di alcuni elementi nutritivi che, pur non essendo richiesti nelle stesse quantità dei macroelementi, svolgono funzioni importanti nella fisiologia delle colture.
È il caso di ferro, zolfo e magnesio, che possono essere apportati insieme alla componente organica attraverso Fumier Sulfer. Il prodotto contiene sostanza organica umificata associata a questi elementi e sfrutta la capacità degli acidi umici di complessare parte degli elementi apportati.
La formulazione comprende azoto organico, fosforo, potassio, magnesio, zolfo, ferro e zinco, oltre a una quota elevata di carbonio organico. In particolare, il ferro è presente in associazione con la componente umica, mentre lo zolfo viene fornito in una forma che può essere progressivamente resa disponibile attraverso i processi microbiologici del terreno.
L’obiettivo è quindi utilizzare l’intervento sulla sostanza organica anche per migliorare l’efficienza dell’apporto di meso e microelementi. Gli acidi umici possono infatti favorire la disponibilità degli elementi attraverso la formazione di complessi organo-minerali, riducendo il rischio che vengano rapidamente sottratti alla disponibilità della pianta.
Ferro, zolfo e magnesio nella nutrizione delle colture
Il ferro è coinvolto in numerosi processi fisiologici della pianta, mentre il magnesio occupa una posizione centrale nella molecola della clorofilla e lo zolfo partecipa alla formazione degli aminoacidi solforati e di composti fondamentali per il metabolismo vegetale.
La presenza di questi elementi all’interno di una matrice organica umificata permette quindi di impostare l’intervento con una logica diversa dalla semplice distribuzione di singoli elementi minerali. La componente organica diventa il supporto attraverso il quale veicolare anche meso e microelementi, inserendoli all’interno di una strategia complessiva di gestione della fertilità.
Una gestione della fertilità calibrata sul momento e sul terreno
La gestione della sostanza organica richiede quindi di considerare non soltanto la coltura, ma anche il periodo dell’anno, le caratteristiche del suolo e la finalità dell’intervento. La stessa matrice organica non risponde necessariamente allo stesso modo in condizioni pedoclimatiche differenti.
Nel periodo estivo, soprattutto in presenza di temperature elevate e terreni sciolti, l’obiettivo può essere quello di privilegiare matrici caratterizzate da un elevato grado di umificazione e maggiore stabilità, come Humostall IVγ. Quando alla ricostituzione della componente organica si vuole affiancare il ripristino di quella microbiologica, può entrare nella strategia Agri Bio Aktiv, mentre situazioni nelle quali sia utile associare alla sostanza organica anche un apporto di ferro, zolfo, magnesio e zinco possono orientare verso Fumier Sulfer.
La fertilità del suolo diventa così il risultato di interventi differenziati, nei quali sostanza organica, attività microbiologica e disponibilità degli elementi nutritivi vengono considerate come componenti interconnesse. Un approccio che assume particolare importanza nelle condizioni estive, quando caldo, lavorazioni e caratteristiche fisiche del terreno possono accelerare la perdita di sostanza organica e mettere alla prova la capacità del suolo di sostenere la coltura.







